Ai domiciliari, esce e infastidisce le persone: finisce in carcere - Tuttoggi

Ai domiciliari, esce e infastidisce le persone: finisce in carcere

Redazione

Ai domiciliari, esce e infastidisce le persone: finisce in carcere

Gio, 14/10/2021 - 18:52

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Il 34enne non ha ottemperato alle disposizioni imposte dagli arresti domiciliari ed ubriaco ha iniziato ad infastidire alcune persone: interviene la polizia

Alcuni pomeriggi fa la Volante del Commissariato di Foligno, impegnata nel consueto servizio di controllo del territorio, si è recata presso un circolo ricreativo al di fuori del quale un 34enne albanese stava infastidendo alcune persone.

All’arrivo, i poliziotti hanno constatato la fondatezza della segnalazione, notando subito un giovane che, in stato di chiara ubriachezza, proferiva frasi sconnesse ed inveiva, con gesti e parole, contro alcuni dei presenti. Una volta calmato il soggetto, gli Agenti hanno approfondito il controllo nei suoi confronti, e qui è scattata la sorpresa.

 Si trattava, infatti, di un 34enne albanese che non solo era gravato da precedenti per reati in materia di sostanze stupefacenti e per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ma soprattutto era sottoposto alla misura della detenzione domiciliare, con il divieto di lasciare la propria abitazione se non per soddisfare le proprie indispensabili esigenze e comunque soltanto in fasce orarie prestabilite.

La Volante non ci ha dunque messo molto a verificare che, in quel frangente, il soggetto non era autorizzato ad uscire di casa, dal che è scaturita l’immediata contestazione nei suoi confronti del reato di evasione.

Pertanto, gli Agenti hanno proceduto all’arresto in flagranza del 34enne albanese.

Nella mattinata del 13 ottobre, poi, si è svolto dinanzi al G.I.P. presso il Tribunale di Spoleto il processo per direttissima a carico del giovane, all’esito del quale l’arresto in flagranza eseguito dai poliziotti è stato convalidato; nel frattempo, il Tribunale di Sorveglianza di Spoleto, considerata la condotta del cittadino albanese, ha disposto la cessazione del regime di detenzione domiciliare e l’immediata traduzione in carcere.

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