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Adozioni dei cani terreno scontro politico a Terni

Sara Fratepietro

Adozioni dei cani terreno scontro politico a Terni

Mar, 12/10/2021 - 08:33

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Adozioni cani del canile di Colleluna al centro del dibattito politico, ma l'assessore Ceccotti difende la Consulta e le procedure

Le adozioni dei cani diventano terreno di scontro politico a Terni. Ed in particolare le polemiche sono tra il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ed Emanuele Fiorini (misto).

A cercare di calmare gli animi però ci pensa l’assessore Cristiano Ceccotti.

Adozioni cani, FdI contro la Consulta: “modificare il regolamento”

A scatenare la discussione è appunto una nota di FdI, che punta il dito contro “l’ennesimo parere negativo espresso dalla Consulta delle associazioni animaliste riguardo richieste legittime di adozioni di cani rifugiati presso il canile di Colleluna (nella foto) di proprietà del Comune di Terni. I cani ospitati dal canile Colleluna – centinaia ormai da anni in carico delle casse comunali con tanti soldi investiti annualmente per poterli far stare bene come è giusto che sia – sono moltissimi, troppi, che da troppi anni non vengono messi nelle condizioni di avere una casa e l’affetto di una famiglia, di un anziano desideroso di compagnia, di bambini con cui giocare. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia si sta battendo per questo, per far sì che Moro e tante di quelle creature possano finalmente venire accolti in un focolare domestico grazie a modalità di adozione più snelle e semplici – proprio a tal proposito stiamo lavorando per modificare il regolamento e su questo siamo sicuri di trovare il sostegno di tutte le forze politiche”.

Fiorini: “Attenti ad adozioni cani fuori regione”

Ma Emanuele Fiorini non ci sta: “Niente, FdI non capisce o non vuole capire – esordisce – e con un comunicato stampa cerca di far passare la sua proposta di modifica del regolamento comunale sulle adozioni come una soluzione per snellire le procedure di adozione, cercando il consenso e facendo leva sul fatto che i cani sono una spesa per i cittadini. Che la gestione dei cani sia un costo nessuno lo mette in dubbio, ma ciò non giustifica il fatto che siano utilizzati per qualche altra finalità!”.

Secondo Fiorini, infatti, il gruppo di maggioranza volutamente non cita un Audit del ministero della Salute dove è stato dichiarato che “la Regione vieta formalmente le adozioni internazionali, tuttavia, di fatto, attraverso taluni escamotage queste sono possibili e in tal caso non tracciabili”. E l’esponente di opposizione evidenzia come due sentenze del Consiglio di Stato ribadiscono come “l’unico elemento che tutela il benessere dei cani adottati è la loro tracciabilità”. “Non sarà – si chiede Fiorini – che l’adozione fuori regione di un cane sia uno degli escamotage citati dal Ministero, per trasferirli poi in Germania?”.

Quanto allo stop della Consulta delle associazioni animaliste, Fiorini si chiede: “Siete sicuri che il richiedente l’adozione dava le garanzie necessarie alla tutela del benessere dell’animale? Siete sicuri che venivano rispettate le norme regionali? A che titolo attaccate la Consulta delle associazioni, che democraticamente ha espresso un parere…non vi piace più la democrazia? Basta cari “Fratelli di Italiandog” di giocare su queste situazioni per tornare alla carica di voler modificare il regolamento comunale. Non si può fare perché va in contrasto con le norme regionali”.

Assessore Ceccotti difende Consulta: procedure regolari e trasparenti

Non si fa attendere la replica anche dell’assessore comunale Cristiano Ceccotti, che evidenzia che “Le procedure di affido e adozione dei cani sono regolari e trasparenti”.

“La Consulta comunale delle associazioni protezionistiche – ricorda l’assessore –  è un organo consultivo che opera, in contatto con il Comune, su tutti i temi che regolano il rapporto tra l’uomo, la natura e l’ambiente, così come previsto dal vigente regolamento di settore. Sul tema delle politiche contro il randagismo canino abbiamo potuto misurare di recente rilevanti progressi, perché l’informazione, la prevenzione e i controlli, nonché gli affidi e le adozioni controllate hanno portato ad una riduzione degli abbandoni e all’inserimento dei cani nei rifugi”.

“La costante riduzione del numero di animali in custodia nei rifugi  – aggiunge Ceccotti – consente non solo risparmi sui bilanci pluriennali, ma ci permette anche di orientare le azioni verso la lotta contro il randagismo e la cura della salute degli animali. Le procedure di affido ed adozione dei nostri cani sono regolari e trasparenti: sono tutte tracciate e sono state incentivate attraverso lo sportello virtuale degli animali. Per le pochissime richieste di adozione da fuori regione, spesso reiterate dallo stesso soggetto – continua –  il confronto con la Consulta comunale, gli uffici preposti, i direttori sanitari e l’ASL è stato sereno e partecipato. I pareri sono stati motivati e quando sono stati negativi erano basati sulla verifica delle gravi patologie dei cani anziani scelti dagli interessati o da esigenze di effettuare i controlli pre affido presso i luoghi di destinazione”. 

“Il Comune di Terni non adotta politiche svuota canili per mere esigenze di contenimento della spesa, ma fa prevenzione e promuove adozioni sicure e tracciate, per evitare la cessione degli animali, tutelando i randagi per tutto il ciclo di vita residuo. Perciò – conclude l’assessore Ceccotti  ringrazio, pertanto, tutti coloro che stanno collaborando attivamente alle politiche di tutela di tutti gli animali, ribadendo che questo assessorato e i suoi uffici sono a sempre pronti all’ascolto e la collaborazione, anche per migliorare un regolamento che è comunque incentrato sui valori della civiltà e del rispetto: quello che conta è agire con trasparenza ed impegno, nell’interesse del bene comune e dei principi della legalità”.

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