A Spoleto57 "King Size", la travolgente simpatia musicale svizzera - Tuttoggi

A Spoleto57 “King Size”, la travolgente simpatia musicale svizzera

Carlo Vantaggioli

A Spoleto57 “King Size”, la travolgente simpatia musicale svizzera

Liederabends con variazioni enarmoniche di Christoph Marthaler/ Pubblico entusiasta per una novità assoluta al Festival dei 2Mondi
Dom, 13/07/2014 - 13:25

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A Spoleto57 “King Size”, la travolgente simpatia musicale svizzera

(Carlo Vantaggioli)- E’ ufficiale! Gli svizzeri oltre a costruire ottimi orologi e a gestire bene le banche, sanno anche creare degli spettacoli musicali deliziosi, molto spiritosi.
L’algido aplomb della terra patria del formaggio con i buchi, fatto a pezzi da una creazione teatrale che mette in burletta in rapida successione tutta una serie di topos nordici o transfrontalieri.
E maledetto il Festival dei 2Mondi che per l’ennesima volta programma due repliche di una simile leccornia proprio in chiusura di manifestazione, quando invece la produzione del Theater Basel, per la regia Christoph Marthaler, avrebbe potuto fare grandi numeri anche per il doppio delle repliche.
Il Teatro San Nicolò era completamente pieno ieri (12 luglio ndr.) per il debutto festivaliero di King Size, una Liederabend di variazioni enarmoniche, magistralmente interpretata, cantata, suonata e gigioneggiata da Tora Augestad,  Bendix Dethleffsen, Michael von der Heide e Nikola Weisse.
Un ora e trenta di puro piacere in cui la storia di una coppia all’interno di una camera d’albergo si dipana attraverso un dialogo onirico, a tratti dell’assurdo, fatto di canzoni, costumi, gag, e un personaggio strano che passa da un lato all’altro della stanza. Una sorta di script alla William Burroughs de Il Pasto Nudo.
Il tutto accompagnato da quelle variazioni enarmoniche che rendono il discorso con il pubblico più confindeziale e meno “nudo”.
Ed è così che Christoph Marthaler mescola i Jackson Five con Wagner, o Carola e Al Jolson con Schumann, Mahler e Berg.
Il personaggio misterioso, una florida ed anziana signora dall’aspetto ordinato, dotata di una elegante quanto inquietante borsetta di coccodrillo, di quando in quando si ferma nella stanza teatro del dialogo tra i due coniugi e estrae dalla stessa ciò che le occorre per la sosta. Nell’ordine, un leggio e spartito, spaghetti, medicine, foglie di insalata e dei fazzoletti insanguinati. Spesso interviene nella conversazione con suoi interventi che hanno tutta l’aria di assomigliare al tomentone veltroniano del “ma anche no”.
Solo al termine della rappresentazione ci verrà il dubbio se la vera protagonista del lavoro di Marthaler non sia davvero solo lei, piuttosto che la coppia canterina.
Quando a qualcuno in scena viene sete, si può ricorrere ovviamente al frigobar che è presente in tutte le migliori camere d’albergo, ma che come nella più classica delle tradizioni, non si riesce mai a capire dove sia incassato. E così nel mobilio di King Size il “nostro” si trova alla ragguardevole altezza dell’ultimo sportello dell’armadio tanto che si rende necessario l’intervento della protagonista, la mezzo-soprano Tora Augestad, una spilungona norvegese di Bergen, dalla voce potente e senza limiti, che riuscirà anche a cantare un madrigale distesa sotto al letto mentre mangia le foglie di insalata cadute dalle mani della maldestra signora misteriosa.
Non mancano le coreografie, assolutamente da discoteca ginevrina anni ’70, ballate da un fantastico e spiritoso Michael Von Der Heide, in alcuni passaggi molto simile al Furio di Carlo Verdone.
A tratti non si sa che pensare. Siamo al Teatro San Nicolò o nel bel mezzo di qualche gag del Saturday Night Live dei tempi di John Belushi, piuttosto che nel Monty Python’s Flying Circus di John Clees e Terry Gilliam?
Il dubbio è legittimo poiché la comicità ricercata e sofisticata di Marthaler ha basi solide legate al senso del linguaggio, così come tutta la costruzione teatrale di King Size che poggia su una drammaturgia fluida e senza spigoli.
Uno spettacolo da non perdere nell’ultima replica di oggi alle 17,30 al Teatro San Nicolò, che ahinoi, si conferma un contenitore dalla pessima acustica per i lavori teatrali di natura musicale.

Riproduzione riservata

(Foto:Tuttoggi.info)

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