A Palazzo Trinci "Sostenibilità ambientale dell’apicoltura europea" - Tuttoggi

A Palazzo Trinci “Sostenibilità ambientale dell’apicoltura europea”

Redazione

A Palazzo Trinci “Sostenibilità ambientale dell’apicoltura europea”

Sab, 19/11/2011 - 15:13

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A Palazzo Trinci “Sostenibilità ambientale dell’apicoltura europea”

Studiosi e tecnici provenienti da Italia, Turchia, Olanda, Ungheria, Belgio e Polonia, tra i maggiori Paesi produttori di miele al mondo, si sono confrontati questa mattina a Foligno, a Palazzo Trinci, in occasione della Conferenza internazionale sul tema “Sostenibilità ambientale dell’apicoltura europea”. Un incontro importante, parte di un impegnativo progetto europeo denominato “Bees”, che vede protagonista la Cia dell’Umbria in partenariato con l’Università di Balikesir (Turchia), l’Associazione apicoltori di Çanakkale (Turchia), la Fondazione olandese Ifsat, l’Associazione ungherese Tudàs, l’Associazione polacca Lacjum, il College KHK del Belgio e orientato a sostenere l’importanza dell’apicoltura per l’ambiente e la biodiversità insieme alla necessità di un’agricoltura sostenibile per la vita delle api.
Numerosi gli interventi che si sono susseguiti nell’ambito della conferenza: da Catia Mariani, direttore regionale della Cia dell’Umbria, a Joseph Flagiello, assessore allo sviluppo del territorio di Foligno, a Kemal Celik, dell’Università turca di Çanakkale, a Vincenzo Panettieri, presidente APAU (Associazione produttori apistici umbri), a Tiziano Gardi, dell’Università degli Studi di Perugia, a Janne Lansipuro, dell’IFSAT (Organismo internazionale per la sicurezza alimentare e la tracciabilità).
Al centro della conferenza è stato il tema della necessità di un’agricoltura compatibile con il benessere della api: “Si sta verificando un fenomeno gravissimo – ha messo in evidenza il direttore Mariani – che preoccupa sempre di più produttori di miele e agricoltori”. Da qualche anno a questa parte, infatti, si sta registrando un elevato tasso di mortalità delle api in tutti i paesi industrializzati che non ha lasciato immune l’Umbria e da alcuni studi implicato alla diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici.
“Il rischio concreto – ha sottolineato Janne Lansipuro – è quello di una vera e propria calamità che potrebbe mettere a rischio non soltanto i 600mila operatori del settore, ma l’intero comparto agroalimentare, considerando che l’84% delle specie di piante dipende dall’impollinazione a opera delle api”.
Obiettivo primario da perseguire per delimitare il rischio, ha spiegato Kemal Celik, è quello di sviluppare nuovi farmaci per combattere l’acaro della Varroa, responsabile del 10% delle perdite annuali di api, evitando allo stesso tempo l’uso eccessivo di antibiotici e contenendo l’utilizzo di pesticidi in agricoltura.
Un incontro dunque che ha sollevato tematiche di interesse comunitario e che alla vigilia di Mielinumbria in programma dal 25 al 27 novembre a Foligno, ha sottolineato la centralità della città della Valle Umbra e della regione nel mondo dell’apicoltura “e che conta – ha precisato Panettieri – 33mila alveari gestiti da 1633 apicoltori stanziali e due società cooperative apistiche che riuniscono circa 260 soci, gestori di circa 8mila alveari”.

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