Di “Una serata… d’Inferno” l’ormai rodato Duo ha curato anche la drammaturgia. Guglielmo Tini, narratore, fine conoscitore della Divina Commedia, e Marco Scolastra, noto pianista, saranno insieme sul palco dell’Auditorium San Domenico, martedì 7 aprile, alle ore 21 – ingresso libero -, per una serata che giunge con una dedica speciale, un omaggio a Luciano Cicioni, avvocato e scrittore folignate scomparso nel 2022.
Per lui, che la letteratura la percorreva con profonda conoscenza, mettendo talvolta, e felicemente, la sua vena ironica al servizio di una piacevole creatività, Una serata… d’Inferno sarà una lectura dantis con musica che propone un viaggio, una serata, appunto, “infernale”, emozionante e coinvolgente, sui versi della prima Cantica di una delle più celebri opere al mondo. La pièce, realizzata con il sostegno della famiglia Cicioni, con il patrocinio dell’Università della Terza Età e del Comune di Foligno, vedrà le pagine dantesche interpretate e “narrate” da Tini, con i più celebri racconti e le figure di Dante, Virgilio, Francesca e Paolo, Farinata degli Uberti, il Conte Ugolino. In scena, alla voce di Tini/Dante si intreccerà la musica di Marco Scolastra sulle note di Bach, Mozart, Chopin, Liszt, Rossini, Pappalardo, Satie, Casella, Piana, dai classici ai contemporanei “Perché Dante è così, senza confini. Per questo nella scelta dei brani mi sono fatto guidare dalla connessione emotiva con i versi – commenta il pianista -. A volte ho inserito pezzi già dedicati dai compositori alla Divina Commedia, per altri ho seguito il filo delle mie emozioni”. Musica e parole per dare vita a incontri, personaggi, speranze e sofferenze universali in un “Itinerario di emozione e pensiero nella sconcertante attualità del nostro più grande Poeta – commenta Tini -. Il grande dramma dei dannati è la solitudine. Una solitudine nata da una scelta, consapevole o meno. Un po’ come accade oggi, dove sempre più ognuno vive nella propria nicchia. Anche se io, solo non sono mai. I versi danteschi sono straordinari compagni di vita, meravigliosi e senza tempo”. Una vera passione per la poesia e per Dante, la nutriva anche l’avvocato Luciano Cicioni, Che amava definirsi “Giullare della poesia”, e che ha lasciato molte opere in versi tra cui Quintaneide, poema epico satirico cavalleresco in ottava rima, A Foligno. Poema di diciotto canti in ottava rima nel quale si tratta della Città della sua storia, dei monumenti, degli abitanti, nonché degli uomini che l’han resa illustre e di tutti i principali fatti pertinenti, Fisiognomica. Ipotiposi giuristico-forensi. Avvocati, magistrati, ausiliari, testimoni, clienti, studi, cause, udienze, sentenze, ermellini e via dicendo in 70 sonetti, Le vispe terese, crestomazia apocrifa monotematica.