"No allo scippo della Asl di Terni", la fiaccolata contro la proposta della giunta Proietti - Tuttoggi.info

“No allo scippo della Asl di Terni”, la fiaccolata contro la proposta della giunta Proietti

Valentina Onori

“No allo scippo della Asl di Terni”, la fiaccolata contro la proposta della giunta Proietti

"E' un depauperamento nel territorio in una situazione già complicata" sono le parole di alcuni esponenti politici presenti al corteo
Ven, 12/06/2026 - 10:32

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Centinai di persone ed esponenti politici giovedì 11 giugno hanno sfilato per le vie di Terni in un corteo dallo slogan “No allo scippo della Asl di Terni” e contro la proposta non smentita della Presidente della Regione Proietti di unificare Asl 1 e 2 in Umbria. “Comporterebbe meno autonomia, meno servizi e meno peso per Terni” la linea di tutti quelli che hanno partecipato alla “fiaccolata dell’orgoglio” come è stata ribattezzata. In piazza i partiti di centrodestra, FdI, Forza Italia, Lega, Noi moderati e Umbria Civica e non solo ma anche cittadini. Al grido di “dimissioni” rivolto alla Presidente Proietti e con slogan come “Terni merita rispetto” hanno sfilato per il centro città.

Le ragioni del corteo sono nel dire no alla proposta di accorpare in un’unica azienda sanitaria regionale ASL Umbria 1 e 2, togliendo quest’ultima da Terni. Questo comporterà, secondo il centrodestra, gravi danni come la perdita di servizi per la comunità ternana e la perdita di peso della città.

Pace (FdI): “Non speculeremo sulla pelle della gente”

“La sanità è trasversale. Non speculeremo mai sulla pelle della gente come ha fatto la Presidente Proietti e la maggioranza di centrosinistra che andava a strappare i programmi sotto gli ospedali” sottolinea il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Eleonora Pace. “La risposta è la gente in piazza. Non vogliamo togliere un presidio fondamentale per la nostra sanità. Se la Presidente e la maggioranza non vogliono ascoltare la voce dell’opposizione ascoltino invece la voce di centinaia di cittadini ternani che chiedono di avere un servizio che funziona alla luce dei 200 milioni di euro di tasse che pesano sulle loro tasse. Oltre ai danni, secondo Pace, la perdita della Asl 2 a Terni creerebbe un vuoto alla luce della nuova gestione della medicina territoriale: “stiamo riorganizzando la medicina territoriale e deve partire la rete che unirà gli ospedali di comunità, le case di comunità e la medicina domiciliare non è pensabile farlo senza un presidio con sede a Terni”.

Melasecche (Lega): “Prima lo stadio-clinica, ora Asl. Non possiamo accettarlo”

“E’ la prima volta che la parte silenziosa della città e il centrodestra scendono in modo definitiva dicendo basta non ce la facciamo più” ribadisce il capogruppo della Lega all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Enrico Melasecche che aggiunge “è stato bocciato il progetto stadio-clinica, gravissimo, prevedeva 70 milioni di investimento e 200 posti di lavoro. Poi l’abolizione delle due Asl e tolgono da Terni Asl Umbria 2, gravissimo non lo possiamo accettare. Infine il nuovo ospedale di Terni, competeva a Terni, dopo il Branca, Pantalla. Non si sa né dove né come né quando. Non possiamo accettarlo”.

Verdecchia (FI): “L’ostinazione della giunta Proietti ci ha portato in piazza”

Per il consigliere di Forza Italia Guido Verdecchia si è “cercato di non dare una connotazione partitica all’iniziativa ma sociale. La sanità è un tema che va oltre la politica ma tocca la carne viva della nostra società. Spostare un centro decisionale dal nostro territorio significa depauperare una situazione già complicata di suo” con un messaggio alla Regione e alla giunta Proietti che “deve tornare sui propri passi e comprendere che una notevole presenza di cittadini dimostri quanto questo problema sia sentito. C’è la necessità di rispondere a queste proposte in Aula, l’ostinazione della giunta Proietti ci ha portato a dover scendere in piazza” conclude.

Fabrizi (Gruppo Misto): “E’ un risparmio di qualche posizione dirigenziale”

“E’ assurdo che la sanità uno dei settori più importanti in mano alla regione venga gestita in questo modo” sottolinea la consigliera del Gruppo Misto Cinzia Fabrizi. “Prima un aumento della pressione fiscale sulla base di un presunto deficit che poi si è rivelato inesistente e ora un’operazione che serve a ottenere risparmi ma che allontana solo dai territori i centri decisionali e produrrà un danno. Non ne capiamo le ragioni, è un risparmio di qualche posizione dirigenziale ma non ha un senso. L’efficienza della gestione e la capacità di saper intervenire sul bisogno dei cittadini con questa operazione vengono compromesse”.

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