Elisabetta Piccolotti, deputata umbra di Alleanza Verdi e Sinistra è intervenuta in aula alla Camera sul disastro annunciato per i pendolari dovuto alla delibera 49/2026 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti rischia di compromettere pesantemente i collegamenti tra l’Umbria e Roma Autorità di Regolazione dei Trasporti: innalzando a 250 km/h la velocità minima per l’accesso prioritario alle linee veloci, oltre 20 treni regionali rischierebbero di essere spostati sulla linea lenta, allungando i tempi di oltre un’ora. Disagi che si aggiungono a quelli dovuti ai lavori sulle linee. Di seguito il testo dell’intervento
“Intervengo in quest’aula per denunciare una situazione assolutamente insostenibile dei treni regionali e per i pendolari che vanno da Roma all’Umbria. Lo dico perché c’è una delibera, la 49 del 2026, dell’autorità di regolazione dei trasporti, che è ancora in fase di consultazione, con la quale si intendono stabilire nuovi criteri per il traffico dei treni, che sarebbero un vero e proprio disastro per l’Umbria. Un disastro perché sarebbero oltre 20 i treni che verrebbero trasferiti dall’attuale linea direttissima che collega Firenze e Roma alla linea lenta, con un aumento dei tempi di percorrenza dall’Umbria a Roma di oltre un’ora.
Noi siamo già in una situazione difficilissima, esclusi dall’alta velocità. Abbiamo dei treni e un servizio non all’altezza. Partiamo dal binario 1est con un aggravio di 15-20 minuti quando arriviamo in stazione. Il precedente governo regionale ha fatto un investimento per 12 treni che vanno a 200 chilometri orari. Ci stanno dicendo che questi treni non potranno passare sulla linea direttissima. Noi chiediamo al Governo, al Ministero dei Trasporti, al Ministro Matteo Salvini di intervenire affinché sia permesso di arrivare a Roma alle centinaia e centinaia di pendolari umbri che attualmente hanno un servizio assolutamente inaccettabile e che potrebbero vederlo persino peggiorare. È assurdo che si dia la priorità al traffico dei servizi di mercato sui treni pendolari delle persone comuni. Noi cerchiamo di favorire la mobilità alternativa e pensiamo che scelte come quelle che sta facendo questo Governo e che potrebbe fare in futuro sono scelte che vanno a danno dei cittadini che, invece di usare la macchina, hanno bisogno di usare il servizio pubblico che, ricordiamolo, dovrebbe essere un diritto per tutti e tutte”.