Consultorio Subasio, ripresi sit-in e raccolta firma delle Donne Arci - Tuttoggi.info

Consultorio Subasio, ripresi sit-in e raccolta firma delle Donne Arci

Redazione

Consultorio Subasio, ripresi sit-in e raccolta firma delle Donne Arci

Ven, 10/04/2026 - 09:40

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Ancora un rimpallo di responsabilità. Questa volta è la Usl Umbria 2 a diffondere a mezzo stampa la notizia di aver più volte sollecitato l’amministratore di condominio del consultorio Subasio di via Aspromonte a Foligno a intervenire sulle infiltrazioni dal tetto. Pioggia e umidità a lungo ignorate, hanno infatti causato danni tali da dimezzare non solo gli spazi, ridotti da otto ambulatori a quattro, ma anche il servizio al pubblico di questa struttura nevralgica nella sanità pubblica cittadina: donne e giovani in particolare. “In caso di inerzia – conclude la nota – la Usl Umbria 2 interverrà nelle sedi competenti per tutelare l’interesse della collettività potendosi ipotizzare interruzione di pubblico servizio e danno di immagine all’azienda stessa. Nel frattempo l’erogazione dei servizi è garantita anche avvalendosi di altre sedi dislocate nella città di Foligno”. Insomma, le lettere, anzi i comunicati stampa fioccano.

“Ci stupiamo ancora una volta, non solo per lavori che da quello che sappiamo, oltreché in ritardo, non saranno risolutivi. Ma anche per non aver ricevuto alcuna risposta, né dal Comune di Foligno, né dall’Azienda sanitaria locale all’invio di Pec. Ma non è questo un altro diritto violato? Crediamo che una risposta sia dovuta. Addirittura veniamo nominate nella nota stampa diffusa da Usl 2 come “alcune associazioni”. E dire che la posta certificata è arrivata dalle Donne Arci Subasio”.

Così il sit-in non si ferma. E anche la petizione, la raccolta di firme per chiedere una soluzione alternativa idonea, procede di fronte all’ingresso del consultorio con grande partecipazione di cittadini che raggiungono il banchetto da varie parti della città. Un’ampia partecipazione per rimarcare un diritto alla salute oggi minato dalla precarietà di struttura e servizi in quello che dovrebbe essere uno spazio di cura, accoglienza e libertà, dove operare in condizioni adeguate, garantendo privacy, sicurezza e professionalità.

Quattro sostanzialmente i punti della richiesta. L’avvio immediato di una procedura pubblica per individuare una nuova sede a Foligno, facilmente raggiungibile, conforme alle normative sanitarie e priva di barriere architettoniche e senso percettive. Il coinvolgimento delle associazioni del territorio, in particolare quelle femminili e sociali, nella definizione della nuova sede. La garanzia di continuità operativa e trasparenza durante la fase di transizione. Il rafforzamento del ruolo del Consultorio come presidio territoriale strategico per la salute pubblica.

Vicina alla protesta anche chi, come Carla Caponecchi, quei consultori li ha fondati e ci ha lavorato avendo ricoperto per 25 anni il ruolo di dirigente ostetrica della struttura sanitaria di questa città, ospedale e consultori. “I nostri consultori erano un fiore all’occhiello della sanità pubblica. Siamo state molto attive e innovative, con servizi ben funzionanti. Nelle strutture operavano la ginecologa l’ostetrica, la psicologa, l’assistente sanitaria. Oggi, con gli spazi allagati, le funzioni sono non solo ridotte, ma anche dislocate in varie realtà, bisogna andare in altri Comuni. Al tempo mi preoccupavo di mantenere gli standard previsti dalla legge, sia strutturali, sia di organico. Questi standard sono saltati nel quasi disinteresse di chi dovrebbe tutelarli. Per questo sono qui a dare una mano. Il consultorio è un luogo prezioso da tutelare”. E l’invito delle Donne Arci Subasio, alle quali si sono unite altre associazioni cittadine, è a firmare la petizione. “Chi vorrà ci troverà di fronte al consultorio Subasio tutte le mattine dalle ore 11 alle 13 – conclude Sara Tiberi -. Dalle 17 in poi saremo invece al Circolo Arci Subasio in Via Orfini 14. Vi aspettiamo e soprattutto ringraziamo quanti si sono già uniti a noi. Un’onda di solidarietà per una struttura che vuol dire prevenzione, informazione, inclusione e salute, anche per le fasce più deboli”.


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