Una flotta di mezzi rubati pronta all’uso e l’ombra di un nuovo colpo milionario ai danni del distretto orafo di Anghiari. Solo il tempismo dei carabinieri e la segnalazione di un cittadino hanno evitato che la notte tra giovedì 19 e venerdì 20 febbraio si trasformasse nell’ennesimo bollettino di guerra per le aziende della Valtiberina.
Tutto ha inizio poche ore prima del ritrovamento dei mezzi, nel cuore dell’area industriale tra Città di Castello e San Giustino. Mentre i proprietari di due ditte di autotrasporto riposavano ignari, una banda di professionisti è riuscita a sottrarre tre furgoni e un’utilitaria. Un furto pulito, rapido, tanto che le vittime non si sono accorte di nulla fino alla chiamata dei militari.
La svolta arriva poco dopo la mezzanotte. Una segnalazione al 112 descrive un movimento anomalo: furgoni che procedono in colonna, guidati da uomini incappucciati. I carabinieri intervengono e le pattuglie di Sansepolcro e Anghiari intercettano il convoglio. Alla vista dei lampeggianti, i malviventi abbandonano i mezzi e si dileguano nell’oscurità della vegetazione. Un inseguimento a piedi tra i rovi che, grazie alla complicità del buio fitto, ha permesso ai fuggitivi di far perdere le proprie tracce.
I quattro veicoli sono stati ritrovati poco lontano, strategicamente posizionati nei pressi di un’azienda specializzata nella lavorazione di metalli preziosi. Il sospetto degli inquirenti è quasi una certezza: i mezzi sarebbero serviti per un assalto imminente. L’azienda nel mirino, peraltro, non sarebbe stata un bersaglio casuale, poiché già in passato aveva subito due colpi, durante i quali i banditi arrivarono persino a sradicare alberi per sbarrare le strade d’accesso alle forze dell’ordine.