Dopo il voto sulle tasse ammessa la mozione di sfiducia a Proietti, Palazzo Cesaroni si ferma... per Pasqua

Dopo il voto sulle tasse ammessa la mozione di sfiducia a Proietti, Palazzo Cesaroni si ferma… per Pasqua

Redazione

Dopo il voto sulle tasse ammessa la mozione di sfiducia a Proietti, Palazzo Cesaroni si ferma… per Pasqua

Da oggi stop ai lavori di Aula e Commissione, il centrodestra attacca la presidente Bistocchi per il ritardo sulla pratica con cui si è provato a bloccare gli aumenti Irpef e Irap
Lun, 14/04/2025 - 19:14

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Nella Settimana Santa stop ai lavori di Palazzo Cesaroni. La presidente Sarah Bistocchi, sentito l’Ufficio di presidenza, ha infatti dichiarato ammissibile la mozione di sfiducia presentata dai consiglieri di opposizione nei confronti della governatrice Stefania Proietti, per il modo in cui ha gestito la pratica che ha portato all’approvazione della manovra.

Una mossa con la quale la minoranza ha provato a bloccare l’aumento del prelievo fiscale entro il 15 aprile, data entro la quale l’extragettito entra nel bilancio ordinario della Regione, non vincolato dunque alle sole voci della sanità.

La mozione, come era prevedibile, è stata valutata soltanto oggi, lunedì, dopo il voto del Consiglio. Da oggi, dunque, inizia il tempo (“almeno 5 giorni”, da regolamento) in cui si bloccano i lavori dell’Aula e delle Commissioni. Per preparare la discussione di una mozione che deve avvenire entro15 giorni. La seduta sulla mozione contro la presidente Proietti, dall’esito scontato visti i voti in Aula, si terrà dunque o il 24 o il 28 aprile.

“Dopo giorni di assenza ingiustificata, dopo aver fatto saltare la conferenza dei capigruppo e non averla
riconvocata, come previsto dal regolamento su richiesta dell’opposizione, la presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha finalmente dichiarato ammissibile, sentito l’Ufficio di Presidenza, la mozione di sfiducia nei confronti della presidente Stefania Proietti” dichiarano i consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei e Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia), Nilo Arcudi (Tesei presidente-Umbria civica).

“Ora – spiegano i consiglieri di opposizione – attendiamo la convocazione del consiglio regionale straordinario con la mozione all’ordine del giorno. Una decisione tardiva e strumentale quella della presidente Bistocchi che arriva dopo l’approvazione in consiglio regionale, con i voti del campo largo di sinistra, dell’aumento indiscriminato di Irpef e Irap. Una scelta che danneggerà gravemente famiglie, lavoratori e imprese umbre, con effetti pesantissimi sul tessuto sociale ed economico della nostra regione”.

“Nei giorni successivi alla presentazione della mozione di sfiducia in Ufficio di Presidenza – attacca il centrodestra – la presidente Bistocchi ha ignorato deliberatamente le richieste dell’opposizione, piegandosi alla linea dell’assessore Bori e della presidente Proietti. Così facendo, ha messo in discussione l’autonomia stessa del consiglio regionale, assumendosi la responsabilità politica di portare al voto una manovra fiscale fondata su un presunto disavanzo di bilancio, sul quale abbiamo assistito a un vergognoso balletto di cifre, e definita sulla base di una verifica contabile affidata a una società privata che ad oggi non ha ancora prodotto alcun report e, a quanto ci risulta, non ha ancora firmato il contratto con la Regione”.

“La maggioranza – continuano i consiglieri di minoranza – può contare sui numeri, la minoranza ha il diritto di contare sulle regole. Se la presidente Bistocchi sceglie di ignorare queste regole, allora siamo di
fronte a una grave lesione della democrazia. Auspichiamo che il consiglio regionale straordinario venga convocato al più presto per discutere la mozione di sfiducia alla presidente Proietti, e che, a differenza di quanto gravemente accaduto nella scorsa seduta, vengano rispettati il regolamento e i diritti dei consiglieri di opposizione, che rappresentano migliaia di cittadini umbri colpiti da aumenti fiscali record senza precedenti negli ultimi 20 anni”.

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