Una serata speciale, unica nel suo genere, dove letteratura, poesia, musica e filosofia si sono fusi nel segno e nei colori della solidarietà. Il teatro Gian Carlo Menotti ha fatto così da splendida cornice ad un evento unico, praticamente perfetto come “Life in Umbria”, trasposizione live del fortunato talk show televisivo “Il senso della vita”. Ideato e realizzato dallo stesso Paolo Bonolis e dagli autori del programma tv (Michele Francesco Afferrante e Filippo Mauceri) per raccogliere fondi in favore del Ce.R.S., la Onlus che da 20 anni si occupa di offrire gratuitamente una qualificata assistenza domiciliare ai bambini diversamente abili o affetti da gravi patologie.
Tre ore di spettacolo durante le quali Bonolis ha messo ancora una volta in evidenza le proprie qualità di conduttore, con la sua ironia, grazia e saggezza nel raccontare le storie di vita vissuta da alcuni dei più grandi protagonisti del nuovo millennio.
SUL PALCO – ad accompagnarlo nella conduzione la straordinaria interpretazione dello Stefano Battista Jazz Quartet al quale, in un paio di occasioni, si sono unite le note della fisarmonica del musicista spoletino Luciano Biondini. Il premio “Il senso di una vita” è andato a 4 personaggi del mondo della culturale internazionale. Dacia Maraini, nel salotto allestito sul palco del Menotti, ha raccontato al pubblico presente la terribile esperienza vissuta da bambina in un campo di concentramento giapponese: “una cicatrice che non si può cancellare, ogni sera avevo la sensazione di essere viva per miracolo”. Poi la famosa scrittrice si è soffermata sui tanti modi in cui ‘maltrattiamo’ la lingua italiana, dimenticando le sue regole, inserendo di continuo “termini iglesi di cui potremmo ben fare a meno …che senso ha, ad esempio, parlare di ministero del welfare, suona un pò come una resa. Scrivere è anche un gioco, ma più questo si fa raffinato, più le regole vanno rispettate”. Sulla condizione femminile, la Maraini ha rivendicato la parità raggiunta dalla donna “almeno sulla carta, anche se a poche centinaia di chilometri di noi questa è ancora una chimera. Molte situazioni si sono addirittura aggravate a causa del fondamentalismo che altro non è che una malattia di cui può soffrire ogni religione”. A consegnarle il premio è stato l’assessore alla cutlura Vincenzo Cerami. Remo Bodei, docente alla Ucla di Los Angeles, ha invece parlato della forza della filosofia. A Bonolis che chiedeva come poter divulgare i principi della filosofia, Bodei ha risposto che questa “non si può divulgare tout court, perchè la filosofia è innanzitutto una ricerca solitaria, interiore, che solo in un secondo momento può esser portata all’esterno”. La bellezza, il senso della vita, per Bodei, è “poter vivere in armonia con ciò che ci circonda. La bellezza è una folgorazione”. A premiare il noto filosofo italiano è stata l’assessore alla cultura della provincia di Perugia Donatella Porzi. Il premio per la poesia è andato invece alla antropologa e letterata brasiliana Marcia Theophilo, la cui poesia e impegno sociale è pressochè rivolto alla salvaguardia dell’Amazzonia, il “respiro del mondo”. “C’è una guerra in atto contro questa meraviglia della natura” ha detto la Theophilo “senza l’aiuto del mondo la foresta non può sopravvivere”. Sullo sfondo passano le suggestive immagini della foresta dai mille colori e suoni. La scrittrice è passata poi a ricordare, uno ad uno, i nomi delle tribù che vivono l’Amazzonia, il polmone verde del piante, mentre la voce di Bonolis alterna quelli delle multinazionali che la stanno martoriando “perchè di verde conoscono solo il colore dei dollari” commenta la Theophilo. A consegnarle il premio internazionale è stato il presidente della commissione controllo e garanzia della provincia Giampiero Panfili. La testimonianza di don Luigi Ciotti ha concluso lo spettacolo. Don Luigi, premiato dal sindaco Daniele Benedetti, ha ripercorso la sua vita al servizio dei più deboli e contro le mafie. Un impegno che lo ha portato da anni a vivere blindato, scortato dai suoi angeli custodi che non lo mollano un istante. La sua associazione “Libera” si è ormai internazionalizzata, presente in 34 Paesi per contrastare la criminalità organizzata: “dobbiamo usare la nostra libertà per liberare chi libero non è” ha detto il fondatore del gruppo Abele. Don Luigi ha voluto ricordare la figura di don Tonino Bello, il vescovo che apriva anche le stanze della diocesi per dare un riparo a chi ne aveva bisogno, il prete che amava dire “non mi interessa sapere chi sia Dio, ma da che parte sta”.
Ma uno dei momenti più toccanti è stato l’incontro con Niccolò Fabi che per la prima volta ha parlato in pubblico della terribile esperienza vissuta con la moglie per la recente perdita della loro figlia Olivia, morta a neanche 2 anni per una meningite fulminante. Il cantautore, già impegnato in progetti di aiuto per i bambini africani, ha voluto dare il proprio contributo anche al Ce.R.S. le cui attività sono state illustrate dal segratario Renato Berardinelli ed al quale verranno consegnate le offerte raccolte durante lo spettacolo e la cena di gala.
IL SOSIA DI BONOLIS – il conduttore televisivo non ha mancato sul palco di scambiare alcune battute con il sindaco Benedetti che si è prestato volentieri al gioco. “Dicono che mi assomigli, ma a me non pare proprio” ha detto Bonolis che ha poi sottolineato la loro comune fede per l’Inter. Il primo cittadino al termine ha ringraziato Bonolis e tutta l’organizzazione per aver scelto la città del festival quale sede del Premio. “Le testimonianze di personaggi così importanti e il loro impegno rappresentano un momento di grande riflessione di cui abbiamo bisogno tutti, specie quando siamo amministratori di una città” ha detto Benedetti. Bonolis ha poi voluto ringraziare dal palco l’associazione Entertainment di Luca Cimati e Mirko Pantalla, grazie ai quali è stato possibile ‘traferire’ l’evento a Spoleto che, visto il successo, in Comune stanno già pensando di poter realizzare in maniera più importante, magari concedendo la stessa piazza Duomo per le prossime edizioni.
LA CENA DI GALA – merito ai due spoletini e a Simone Roccheggiani della Acme Produzioni, di aver realizzato un evento curato in ogni dettaglio (apprezzati da tutti anche i giochi di luce che hanno illuminato il Teatro e Palazzo Collicola). Peccato che l’opposizione in consiglio comunale non abbia voluto partecipare all’evento di solidarietà, anche se qualche consigliere ha comunque sfruttato i biglietti per regalarli ad amici e parenti. Fra i presenti, oltre alla quasi totalità della Giunta, il consigliere provinciale Laura Zampa, il presidente della Spoleto Credito e Servizi Fausto Protasi, i comandanti delle compagnie carabinieri e guardia di finanza, i capitani Rufino e Formica, una rappresentanza del battaglione granatieri di sardegna di stanza a Spoleto e molti nomi dell’imprenditoria spoletina e umbra. Al termine dello spettacolo si tenuta la Cena di Gala proprio nelle stanze della Galleria d’Arte Moderna del Collicola dove, a preparare i piatti, c’era il noto chef Pier Alfonso Muzzi, titolare della esclusiva A&A Banquetting. Durante la cena, un fuori programam che ha visibilmente emozionato Paolo Bonolis: a lui Berardinelli ha voluto donare il Premio “Il senso della vita” che quest’anno è stato realizzato dal maestro orafo spoletino Enrico Morbidoni (che per l’occasione ha proposto una miniatura del Teodelapio, la scultura monumentale di Alexander Calder simbolo della città di Spoleto). Al termine della cena – imponente il servizio di sicurezza – agli ospiti è stato fatto dono di una copia del manifesto della manifestazione realizzata dall’artista Veronica Montanino. Ecco di seguito, per gli appassionati della cucina, il menù proposto da Muzzi. Aperitivi: cappuccino di zucca gialla con ricotta dop Fattoria Morella, chips di granello con burrata all’olio Costa d’Oro, blinis con caviale di salmone e aneto, spiedino di trota salmonata alle erbe aromatiche, cubo di mortadella con bavarese ai pistacchi, cantuccini salati alle noci e ricotta, bruschette all’olio nuovo e al tartufo Fonrtunati, spicchi di granello con miele di acacia tartufato. La cena: soufflé di pane con cuore liquido al granello, salsa di pere e frutta secca; risotto al tartufo nero; filetto di vitello della Bottega delle Carni in crosta di basilico con concassè i patate e broccoletti freschi all’aglietto; zuppa inglese di panettone grigliato con mousse di cioccolato fondente e uvetta al rhum, caffè Due Mondi. Ad accompagnare gli aperitivi e la cena sono stati i pregiati vini delle cantine Castello delle Regine e Quarium.
(Carlo Ceraso)
Foto di Massimo Menghini®
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