(Jacopo Brugalossi)- Spoleto ha celebrato la “5° Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico” con un evento di sport, solidarietà e amicizia. Piazza Duomo si è trasformata per un giorno in una palestra a cielo aperto, dove i diversamente abili hanno potuto cimentarsi in molteplici discipline sportive: calcio a 5, tennis (per non udenti e paraplegici), basket in carrozzina, torball (per i non vedenti), tennis tavolo , arrampicata, tiro con l'arco, tiro al piattello.
L'organizzazione dell'evento è stata curata dal presidente regionale del Cip (Comitato Italiano Paralimpico) Francesco Emanuele, con il contributo dell'ufficio sport del Comune di Spoleto e del Coni. L'occasione ha richiamato numerose autorità, sia cittadine che provinciali. Presenti, il Sindaco di Spoleto Benedetti, il presidente del Consiglio Comunale Lisci, il vicesindaco Rossi, l'assessore Cerasini, l'assessore provinciale allo sport Bertini, il presidente provinciale del Coni Ignozza e il consigliere provinciale, con delega speciale alle politiche per la disabilità, Laura Zampa. Il Sindaco Benedetti ha fatto un breve discorso, ricordando che “a Piazza Duomo, teatro di tantissime iniziative culturali, musicali e artistiche, mancava soltanto una giornata come questa. E' un grande onore per Spoleto ospitare questo evento”. Poi, l'inizio ufficiale della manifestazione, con l'Inno di Mameli suonato dalla banda della Polizia di Sato.
A rendere l'iniziativa una vera e propria “festa”, ci hanno pensato le decine di scolaresche elementari, medie e superiori, accompagnate in Piazza Duomo dai propri insegnanti. Con l'obiettivo, confessa uno di loro, “di far conoscere a ragazzi normodotati la gioia di vivere, e di mettersi in gioco, che hanno tante persone meno fortunate di loro”. Anche il Sindaco ha molto apprezzato la presenza delle scolaresche. “Lo slogan della manifestazione – ha sottolineato – è 'Mescoliamoci'. Mi sembra che il messaggio sia stato compreso e accolto con entusiasmo”.
La grande maggioranza di bambini e ragazzi si è particolarmente appassionata al torball, la disciplina meno nota, e più particolare, tra quelle proposte.
E' una disciplina praticata dai non vedenti (o dagli ipovedenti) che si gioca in un campo lungo 16 metri e largo 7, diviso in due metà da tre cordicelle dotate di campanellini. La porta ha la stessa larghezza del campo e un'altezza di 1,30 metri. Lo scopo è tirare con le mani la palla verso la porta avversaria per fare “goal“, facendola passare sotto le cordicelle. Anche all'interno del pallone ci sono dei campanelli, che, suonando ad ogni lancio, permettono ai giocatori di intuire la traiettoria. La partita è stata disputata tra Perugia (squadra che milita in serie A) e Ascoli, con il pubblico di giovanissimi unito in un tifo molto “caldo” verso la compagine umbra. Anche negli altri sport l'entusiasmo è stato grande. Questa giornata ha riunito quasi 200 atleti, di 15 società sportive affiliate al Cip provenienti dalle più importanti città umbre e da alcuni centri delle marche (San Benedetto del Tronto e Ascoli).