Un po’ come quei parenti che passano le ore a raccontarti le storie. Ieri sera Roberto Vecchioni, con indosso i panni dello zio buono, dal palco di Piazza Duomo ha accompagnato un migliaio di spettatori nel lungo viaggio della vita. Penetrando ognuna di quelle emozioni che fanno sobbalzare il cuore o lacerare il cervello: dalla prima carezza della mamma al ritorno a casa del papà, dal primo bacio al partner alla follia per un amore perduto, dalla continua ricerca della prova del divino alla cruda realtà di sorella morte.
Gioie e dolori attraverso l’imperfezione umana. Vecchioni affronta il viaggio – musicalmente parlando si tratta di un esperimento tanto ardito quanto riuscito, grazie alla geniale intuizione del Maestro Beppe D’Onghia – affidandosi ad alcune delle sue canzoni più belle come alle poesie che hanno accompagnato i suoi libri o a quelle di altri autori come Borges (Istanti).
Sul palco non ci sono chitarre, nè batteria. Solo cinque semplici, straordinari archi (il Nu-Ork String Quintet), il pianoforte di D’Onghia, il flauto e la voce di Ilaria Biagini. Insieme a loro il “professore” guida il pubblico lungo i sentieri nascosti dell’anima, in bilico fra amore, sogno e fede in Dio. Sembra quasi tenerlo per mano lungo un percorso nuovo, inesplorato, dove le note eterne delle arie più belle della musica classica (Vivaldi, Haendel, Puccini, Mascagni, Chajkowskij, Rachmaninoff) si fondono alle di un uomo di oggi, che di eterno ha solo i dubbi e le speranze. Tanto imperfetto ed incerto eppure disperatamente attaccato alla vita, ai piccoli istanti che le danno senso, in un gioco intimo con la morte che diventa ora tenera amica in ‘Samarcanda’, ora melodia d’archi in ‘Viola d’inverno’.
C’è spazio anche per una singolare versione jazz di Jingle Bells. E’ la seconda volta che Vecchioni ‘approda’ a Spoleto, la prima in assoluto per cantare. La prima visita deve però essergli rimasta nel cuore, se ha deciso di registrare proprio ieri sera il suo prossimo cd che uscirà a Natale per la Universal. La città, ancor più Piazza Duomo: dal palco chiede che la piazza venga illuminata. “So che l’avete fatto per dar risalto a me, a questo palco, ma riaccendete per favore tutte le luci. Se non si può ammirare questa straordinaria cornice è come non essere a Spoleto”. 10’ e la direzione artistica illumina il Duomo e la sua scalinata. Lo spettacolo riprende. Ogni brano viene introdotto dalla voce narrante di Vecchioni che gioca con il pubblico arrivando a commuoversi fino alle lacrime al termine de Le rose blu.La contrapposizione fra la vita e la morte è uno dei temi più cari al cantautore. Come quello del rapporto con Dio. Sa scherzare anche con Lui. “Ma ci fai o ci sei?” chiede con gli occhi volti al cielo, “basta guardare quello che succede in Italia… ma forse si informa dal Tg1!”. Giù risate ed applausi. Il pubblico lo segue incantato, anche quei giovani che forse speravano di trovar chitarra, basso e batteria. Li vedi assorti nelle sue canzoni, travolti dalle leggere note della musica classica. Sembra quasi di sentir battere il loro cuore. Sarà che del cuore, Vecchioni è uno specialista. C’è tempo per un bis, dopo 80’ di spettacolo. Poi le luci calano definitivamente su una delle più belle serate di Spoleto. Il prof. si incammina verso l’Hotel Clitunno per una cena a base di prodotti tipici e qualche ora di sonno nella tranquilla città del festival. (Carlo Ceraso)
I prossimi appuntamenti di SpoletoEstate
26 agosto Maratona di Danza, Piazza Duomo h 21.30, p.u. € 25
27 agosto Gianluca Guidi “Il Mattat(t)ore”, Piazza Duomo h 21.30, p.u. € 15
29 agosto Le Sorelle Bandiera, Teatro Nuovo h 21, € 20
31 agosto Giobbe Covatta, Piazza Duomo h 21.30, p.u. 15
3 settembre PFM Canta De Andrè, Piazza Duomo h 21.30, € 20
4 settembre Salvatore Accardo – In concerto, Chiostro San Nicolò h 21.30, € 20
5 settembre Massimo Ranieri Chi nun tene curaggio nun se cocca ch'e femmene belle – Piazza Duomo, h 21.30, 1° settore 35€, 2° settore 25€
6 settembre Trilogia Horovitz, Teatrino delle Sei h 21, € 10
Per info www.spoletoestate.com
(modificato alle 10.23 del 23 agosto)