Serve almeno 1 miliardo di euro per far fronte alle ripercussioni economiche provocate dall’emergenza Coronavirus. Lo ha detto martedì mattina davanti al Consiglio regionale dell’Umbria la governatrice Donatella Tesei.
“Sto seguendo la situazione h24 con la task force e in collegamento costante con il Governo, in videoconferenza, per affrontare con serietà e collaborazione istituzionale il momento difficile” ha spiegato Tesei.
“Da subito, oltre alle misure sanitarie mi sono occupata delle misure economiche, con una forte richiesta al Governo. Siamo tutti consapevoli che la questione economica non è paragonabile a niente di simile avvenuto in passato, ed è mondiale. Le borse di tutto il mondo lo hanno evidenziato, serve azione forte del nostro governo e dell’Ue, che non sta dando segni efficaci di collaborazione. E’ impossibile parlare di impatto sul Pil tutto dipenderà dalla durata delle misure di restrizione. Sono imposti sacrifici enormi per le imprese, nessuna esclusa. Oggi dobbiamo attrezzarci per superare un momento molto complicato sperando che duri solo tre mesi, ma serve un orizzonte di almeno sei mesi per sostenere l’intera economia“.
“Il Pil rischia di crollare pesantemente, in particolare per la nostra regione che subirà forti conseguenze. Dobbiamo riuscire a utilizzare subito tutto ciò che è possibile per una manovra che dia un’inversione di tendenza. Ciò che conta è la rapidità dell’azione ma non mi sembra che si stia verificando. C’è leale collaborazione con il governo, i miei suggerimenti sono per la condivisione, infatti al Tavolo delle Regioni ho sempre detto che abbiamo bisogno di linee certe, non di interpretazioni. Cerchiamo unitarietà di comportamenti. Dobbiamo colmare alcune lacune interpretative, ci sono molte richieste di chiarimento da amministratori locali, imprese e operatori”.
“L’Umbria è tornata a far sentire la propria voce sul tavolo nazionale. C’era il documento che avrebbe riguardato misure solo per le regioni rosse, grazie anche alla comprensione di tutti il documento è diventato nazionale e il fondo di coesione sociale non è stato toccato, sarebbe dovuto andare solo alle zone rosse. Molte proposte avanzate dall’Umbria sono state accettate: Cig in deroga fino a fine anno per tutti i lavoratori, contributi e indennizzi alle imprese, tax free, linea di sostegno a 6 mesi e non a 60 garantita dal Fondo centrale garanzia, rinvio di 6 mesi di tutti i tributi con eccezione dell’Imu perché sono risorse indispensabili per il funzionamento dei comuni. Riduzione del cofinanziamento comunitario 2021-27, fondo speciale per le attrezzature della sanità, sblocco di tutti vincoli per i contratti a 12 mesi, anziché 6. Tutto è stato condiviso dai governatori. Ma non basta, serve una moratoria di tutti i mutui e prestiti, con rinvio delle rate di almeno 6 mesi, serve liquidità per le imprese. Ci sono aziende che non possono chiudere, devono continuare, penso all’agricoltura e ad altri settori.
Oggi non si vende, quindi dare liquidità alle aziende per farle andare avanti. Altra misura la deroga immediata al Codice degli appalti, per avere tempi coerenti con l’emergenza, i lavori devono andare avanti e il codice rallenta in modo non più sostenibile gli interventi. La deroga potrebbe consentire all’economia di ripartire iniziando dalle opere pubbliche. Rinvio della plastic tax per il momento drammatico. Bisogna agire subito per l’economia. La priorità è la sicurezza sanitaria nazionale e contenere la diffusione del virus ma l’economia rischia difficoltà di ripresa senza precedenti nel passato. Per la Regione cig da 21,5 milioni come in Emilia Romagna, altre regioni hanno altre dimensioni, metteremo a disposizione tutto quanto possibile, serve intervento choc del Governo per uscire dalla crisi. Altre misure su cui si sta ragionando sono la rimodulazione dei fondi comunitari, lo sblocco degli avanzi vincolati, 4milioni per le imprese. Allo studio con Gepafin un fondo speciale garanzie a breve termine.
Subito dopo la crisi abbiamo già studiato un poderoso piano di comunicazione internazionale per rilanciare il turismo, strategico per la nostra regione e ora devastato senza più nemmeno la Pasqua. Se riusciremo a chiudere la crisi in tempi brevi, due o tre mesi, siamo pronti con un piano straordinario di rilancio del turismo e di tutto ciò che è collegato ad esso. La regione è piccola ma c’è necessità di interventi che non possono essere meno di un miliardo di euro, devono essere messe in campo immediatamente per evitare chiusure non temporanee ma definitive di tante aziende”.