Tutti i livelli della Cgil,compresi quelli nazionali, si occuperanno della vicenda, e del vespaio di polemiche che si sta portando dietro, riguardante la candidatura al Consiglio comunale di Foligno di Zoubida Wakrim, (a destra nella foto) marocchina di Casablanca e cittadina italiana per la lista civica “Impegno Civile” che fa capo al candidato sindaco Stefania Filipponi (a sinistra nella foto). La Wakrim, dopo un'esperienza da mediatrice culturale, due anni or sono è approdata in Cgil dove ha un contratto a termine per il settore fiscale e collabora con lo sportello per gli immigrati. Quindi un lavoro da un lato, ed un'azione sindacale dall'altro. Il vespaio l'ha sollevato la Filipponi questo pomeriggio con tanto di conferenza stampa per spiegare cosa sarebbe accaduto. Condizionale d'obbligo perchè la Cgil fornisce tutt'altra versione dei fatti. Ma andiamo per gradi. Zoubida che si occupa di sociale, viene indicata alla lista della Filipponi dall'avvocato Filippo Teglia, anch'egli impegnato nel sociale. Una semplice indicazione di una persona preparata e capace di dare un contributo per un progetto di integrazione tra stranieri ed italiani nell'ambito dell'azione politica di “Impegno Civile”. Poi la comunicazione della volontà di candidarsi alla Cgil. Il sindacato di Epifani, territorialmente guidato da Filippo Ciavaglia, convoca Zoubida, come raccontato dalla stessa Flipponi, ed al palesamento della volontà da parte della donna di volersi candidare spiega che, per un norma della Cgil, chi scende in politica deve sospendere l'attività politico-sindacale relativa alla Cgil. La donna, a quel punto, stando sempre al racconto della Filipponi, forte di un esperienza sindacale che dura da due anni, decide di rinunciare alla politica. Poi però ci ripensa e accetta di correre per il Consiglio comunale. La scorsa settimana Zoubida entra in Cgil e avvertendo un clima definito “non sereno” decide di andarsene dal sindacato. “Zoubida – ha detto la Filipponi – ora non ha più un lavoro e non svolge attività sindacale. Ciò che vogliamo sottolineare è che ciò che accaduto costituisce un fatto grave. Non comprendiamo come mai una persona che sceglie di scendere in politica venga messa davanti ad una scelta così sostanziale. Lo stato d'animo che ne è scaturito ha spinto Zoubida (come ella stessa ha confermato) a lasciare la Cgil”. L'altra campana è Filippo Ciavaglia che ha preferito non commentare la vicenda limitandosi a ribadire la correttezza di condotta del sindacato sull'accaduto. “Quando Zoubida – ha detto Ciavaglia – ci ha detto che si sarebbe candidata, non ci siamo opposti. Le abbiamo solo detto che, per norme e statuto della Cgil, non è possibile utilizzare la sigla ed i ruoli svolti nel sindacato a fini di campagna elettorale. In un volantino (poi ritirato e inviato al macero) la nostra collaboratrice indicava chiaramente la sua appartenenza alla Cgil. Ciò lo si può scrivere in un curriculum del candidato, ma non in un volantino con indicazione di voto, poiché ciò può intaccare l'indipendenza del sindacato. Inoltre abbiamo ribadito a Zoubida che lo statuto nazionale di Cgil, all'articolo, dice chiaramente che chi sceglie democraticamente di scendere in politica deve auto sospendersi, per almeno sei mesi comunque fino a dopo le elezioni, da tutti gli incarichi di natura politico-sindacale. Ciò, come è di tutta evidenza, non intacca minimamente il rapporto di lavoro con Cgil. Rapporto di lavoro che resta in piedi proprio perché settore diverso dall'attività sindacale. Siamo sereni e non abbiamo fatto altro che ribadire ciò che lo statuto nazionale prevede per tutti gli iscritti”. Sul caso, comunque, è cosa certa che si sta muovendo l'intera filiera della Cgil, dal livello regionale a quello nazionale. Solo dopo l'ulteriore approfondimento della vicenda si saprà se la Cgil adirà le vie legali o archivierà il caso.
UNA CANDIDATURA FA SCOPPIARE SCINTILLE TRA LA LISTA CIVICA “IMPEGNO CIVILE” E LA CGIL
Mar, 19/05/2009 - 19:17