Il pezzo dell’inchiesta sulla cellula della Federazione anarchica informale sgominata dal blitz di Torino che ha portato all’arresto di sette persone e all’iscrizione nel registro delle notizie di reato di altri otto componenti del gruppo che secondo la la tesi degli inquirenti aveva chiari intenti dinamitardi e omicidiari, è dunque arrivato anche in Umbria. Sono stati gli agenti della digos di Perugia, diretti dal vicequestore aggiunto, Pierandrea Taurelli Salimbeni ad entrare nella casa perugina di Alessandro Settepani.
Settepani non è nuovo alle indagini sul Fai, già accusato di aver tentato di sabotare la linea ferroviaria Orte-Ancona nel 2008 era stato anche arrestato nell’ambito dell’operazione “Ardire”. Ora il giovane umbro deve rispondere a piede libero dell’accusa di associazione sovversiva.
Ma era stata la Corte d’assise di appello di Perugia, nel maggio del 2015 ad aver condannato gli anarchici Sergio Maria Stefani e Alessandro Settepani (indagati nell’ambito dell’inchiesta Shadow dei carabinieri del Ros), che all’epoca dei fatti vennero fermati a bordo di un’auto rubata con all’interno alcuni ganci metallici. Coloro che secondo il pm Manuela Comodi hanno tentato il sabotaggio del la linea ferroviaria. A Stefani che era stato l’unico condannato in primo grado per il furto della Lancia Y su cui vennero appunto fermati, sono stati inflitti quattro anni di reclusione, un anno e mezzo di reclusione invece per Settepani.