CONSIGLIO REGIONALE: APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE DI ISTITUZIONE DEI QUATTRO "ATI" - Tuttoggi.info

CONSIGLIO REGIONALE: APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE DI ISTITUZIONE DEI QUATTRO “ATI”

Redazione

CONSIGLIO REGIONALE: APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE DI ISTITUZIONE DEI QUATTRO “ATI”

Mer, 17/12/2008 - 10:53

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Istituire 4 Ambiti territoriali integrati (Ati) ed assegnargli, come previsto dalla legge 23/2007 (“Riforma endoregionale”) le funzioni dei 35 tra enti, consorzi, associazioni, conferenze e organismi, composti dai Comuni o partecipati dagli Enti locali, che attualmente si occupano della gestione di sanità, politiche sociali, rifiuti, ciclo idrico integrato e turismo. È questo l'obiettivo della proposta di legge della Giunta regionale approvata dall'Assemblea di Palazzo Cesaroni con 16 voti a favore e 7 contrari.Il relatore di maggioranza, GIANLUCA ROSSI (Pd), ha spiegato che “questa legge è nata per rispondere alla sempre crescente necessità di modernizzare l'Umbria, di dare risposte concrete ai tanti soggetti della società civile che chiedono una regione in grado di svolgere con efficacia il proprio ruolo di programmazione e di indirizzo favorendo la responsabilizzazione e la semplificazione. Emerge infatti una forte esigenza di contenimento dei costi di funzionamento della macchina amministrativa e di individuazione di strumenti in grado di favorire l'associazionismo degli enti locai attraverso il principio di cooperazione in senso federale”.Rossi ha spiegato che la legge n. 23 del 2007 definisce gli Ati come “una forma speciale di cooperazione tra gli enti locali, dotati personalità giuridica, autonomia regolamentare, organizzativa e di bilancio. La loro istituzione avviene con un decreto del presidente della Giunta sulla base di apposita deliberazione del Consiglio regionale in merito ad una proposta dell'Esecutivo stesso. La proposta della Giunta definisce i Comuni ricompresi in ciascun ambito, disciplina le procedure di insediamento, definisce le norme statutarie e regolamentari transitorie fino all'approvazione dello Statuto, individua gli atti di maggior rilevanza su cui è chiamata a deliberare l'Assemblea di Ambito in ordine ai quali i sindaci o loro delegati possono procedere a deliberare in Assemblea solo sentiti i rispettivi Consigli comunali. I trentacinque soggetti associativi dei Comuni ora esistenti verranno soppressi dalla data di effettivo conferimento delle loro funzioni agli Ambiti territoriali integrati. I nuovi Ambiti potranno contare sulle risorse umane e finanziarie ora assegnate alle diverse forme associative e su quelle degli enti che ne fanno parte: con l'occasione verrà stilata una esatta ricognizione delle risorse stesse”.Per il relatore di minoranza, ARMANDO FRONDUTI (Fi – Pdl), ha evidenziato che “la riforma degli Ati prende atto della incapacità delle Province di svolgere le funzione ad esse assegnate. Gli Ambiti territoriali integrati non sembrano strumenti efficaci per la gestione dei servizi in una Area vasta. Gli Ati sembrano delinearsi come organismi leggeri, flessibili e senza un aggravio di spesa, ma strutturati su una definizione di Area vasta che non convince. Pur apprezzando lo sforzo di semplificazione fatto dalla Giunta crediamo che questo sistema possa essere notevolmente migliorato grazie ad un differente rapporto con Province e Comuni”.Intervenendo prima del voto finale, l'assessore VINCENZO RIOMMI ha sottolineato che “si tratta di un atto di esecuzione e completamento di una riforma avviata da tempo. Questo provvedimento, anche grazie ad un percorso partecipato ed ai lavori della Prima Commissione, ha permesso di giungere alla conclusione di un progetto di revisione che ci ha visti impegnati per un lungo periodo. Con questo atto compiamo una operazione di semplificazione, riduzione dei costi e valorizzazione del sistema delle autonomie locali, consegnando alle prossime amministrazioni locali un quadro di certezze entro cui agire”.La suddivisione territoriale dei 4 nuovi Ambiti territoriali integrati farà riferimento a quella delle 4 Asl attualmente esistenti: ATI numero 1 – Comuni di Citerna, Città di Castello, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Umbertide. ATI numero 2 – Comuni di Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Collazzone, Corciano, Deruta, Fratta Todina, Magione, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Perugia, Piegaro, San Venanzo, Todi, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno, Valfabbrica. ATI numero 3 – Comuni di Bevagna, Campello sul Clitunno, Cascia, Castel Ritaldi, Cerreto di Spoleto, Foligno, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Monteleone di Spoleto, Nocera Umbra, Norcia, Poggiodomo, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Spello, Spoleto, Trevi, Vallo di Nera, Valtopina. ATI numero 4 – Comuni di Acquasparta, Allerona, Alviano, Amelia, Arrone, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Calvi dell'Umbria, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ferentillo, Ficulle, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montecchio, Montefranco, Montegabbione, Monteleone di Orvieto, Narni, Orvieto, Otricoli, Parrano, Penna in Teverina, Polino, Porano, San Gemini, Stroncone, Terni.


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