La mattina del 31 ottobre scorso gli agenti del Commissariato di Polizia di Spoleto, agli ordini del vicequestore aggiunto Francesca Peppicelli, sono intervenuti in una casa di campagna a Monteluco, chiamati dal proprietario che aveva subito un furto. I ladri si erano introdotti in casa attraverso una finestra aperta, avevano messo a soqquadro le stanze e, dopo aver forzato il cassetto di un comò, si erano impossessati di un sacchetto contenente la somma di 3.000 euro in monete.
Nel giro di poche ore sono state raccolte informazioni utili alla individuazione degli autori del furto, in quanto alcuni residenti della zona hanno riferito di aver visto allontanarsi dalla casa un’autovettura di colore chiaro con a bordo un uomo e una donna.
Le indagini sono giunte ad una svolta decisiva quando il derubato, il giorno successivo al furto, nello svolgere i lavori domestici nella propria camera ha rinvenuto sotto il letto un grosso zaino, contenente effetti personali e documenti di identità di un noto pregiudicato spoletino, che evidentemente nella fretta lo aveva dimenticato sul pavimento. E’ stato successivamente accertato che l’individuo ha commesso il reato con la complicità della figlia.
L’uomo, detenuto presso la casa di reclusione di Spoleto dovendo espiare una pena per numerosi reati contro il patrimonio, era stato ammesso al beneficio di legge del lavoro esterno, ma quel giorno era esonerato dallo svolgere attività lavorativa ed avrebbe dovuto permanere nella propria abitazione. In conseguenza della denuncia gli sono stati revocati i benefici di legge.