Aiutato l’amico Giuseppe Colaiacovo, Brunello Cucinelli considera conclusa la propria esperienza nelle “vicende” cementiere eugubine. Respingendo l’idea di una scalata o comunque di un interesse ad entrare nel business del cemento, attraverso l’operazione con la quale la società Eques, sotto la regia di un altro amico del re del cachemire, Gianluca Vacchi, è pronta ad acquisire un quarto della Financo, la holding dei Colaiacovo che controlla, tra le altre aziende, la Colacem.
Una posizione chiarita in una nota ufficiale con la quale Foro delle Arti srl, holding di famiglia del Cav. Lav. Brunello Cucinelli, comunica ufficialmente di aver “avviato la procedura per la cessione dell’intera propria quota di partecipazione in Eques, pari al 4,2% del capitale sociale”.
“La quota – viene ancora chiarito – sarà ceduta a beneficio degli altri soci di Eques”. Cessione che sarà perfezionata “entro un mese”. A un prezzo, per il 4,2% di Eques, di 5 milioni di euro, corrispondente al valore nominale della quota detenuta da Cucinelli nella società costituita in occasione dell’operazione che aveva portato al maxi prestito grazie al quale Giuseppe Colaiacovo ha potuto rispettare i propri impegni e restare in Financo.
Dal punto di vista finanziario, spiegano ancora dalla holding Cucinelli, l’operazione “non genera alcun profitto per Foro delle Arti, che recupera unicamente il valore della quota originariamente versata”.
Per poi sottolineare: “La cessione al valore nominale riflette la natura stessa dell’operazione, che sin dall’origine fu esclusivamente concepita, non come investimento finanziario, bensì come espressione del desiderio del cavalier Cucinelli di contribuire al sostegno dell’amico Giuseppe Colaiacovo e al supporto finanziario della Franco Colaiacovo Gold. Il raggiungimento di tale obiettivo consente oggi a Foro delle Arti di considerare esaurita la propria missione all’interno del progetto e di procedere al totale disinvestimento”.
Nessuna volontà, dunque, di unire il business del cemento a quello della moda e degli accessori di lusso. Partita, quella sulla Colacem, che Cucinelli lascia completamente in mano a Gianluca Vacchi. Una partita che, a meno dell’esborso di 450 milioni da parte del ramo di Carlo Colaiacovo per pareggiare l’offerta di Eques e far scattare il diritto di prelazione, porterà comunque per la prima volta investitori esterni alla famiglia eugubina a controllare il gruppo cementiero.