Quando è entrato al Caio Melisso, c’è chi ha rischiato il coccolone. Perchè nessuno si aspettava la presenza in teatro di Francis Menotti. Ed è stato lui la vera star del pomeriggio: occhi e telecamere puntati sul figlio dell’indimenticato maestro Gian Carlo, il fondatore del festival. Chi pensava ad un altro ‘colpo di scena’ è rimasto con un palmo di naso. Perchè Francis l’americano, quello dal carattere a volte irascibile, ha sfoderato un aplomb english style. “Sono qui per fare le valige” ci dice nel foyer del teatro “ho appena incrociato il Maestro Ferrara con il quale ci siamo scambiati la mano”. “Sì, Yester House (il castello scozzese, n.d.r.) è ancora in vendita. Ora vivo lì. Non so se resterò per la conferenza stampa. Deciderò all’ultimo momento”. E’ sereno Menotti. Nonostante sia qui per preparare anche il trasferimento degli arredi delle due case finite lo scorso autunno all’asta, non fa trapelare quelle emozioni che solitamente accompagnano un addio. Perchè forse, forse, il momento di distaccarsi dalla sua Spoleto non è ancora arrivato. E magari non arriverà. Che fosse a Spoleto da mercoledì, ospite dei Monini (che hanno rilevato la casa di Piazza Duomo), stavolta non se n’è accorto nessuno. Alla fine prende posto in un palchetto di primo ordine. E’ lo stesso Ferrara a salutarlo dal palco: “oggi ho conosciuto una persona straordinaria” dice “a suo padre, a lui, la città e il festival devono tantissimo. Ti voglio bene Francis”. Il sindaco Benedetti, che dal suo insediamento ha mantenuto dei contatti con Francis, sa essere ancora più incisivo: “anche se lassù, Gian Carlo è sempre qui fra noi ed è per questo che il prossimo anno, quello del centenario della nascita, la città sarà coinvolta una serie di manifestazioni e attività che andranno oltre lo stesso periodo del Festival”. Sembra quasi un invito a tornare a collaborare, anche se Benedetti non lo dice chiaramente. I riflettori si spostano sul palco. “Vi ringrazio tutti per la calorosa accoglienza“ risponde Menotti “sono qui per preparare il mio trasloco. Il mio cuore è sempre qui. Faccio i miei migliori auguri a questo bambino”, alludendo al nuovo percorso tracciato da Ferrara.
Di rilasciare dichiarazioni sugli spettacoli annunciati nel corso della conferenza stampa non vuol sentir parlare. Terminata la confernza, Francis si è recato al ristorante Le Logge dove ha voluto incontrare a cena una decina di suoi vecchi collaboratori. Martedì rientrerà in Scozia da Fiumicino. Ma anche quel volo non sa di addio
(Ca.Cer.)
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