16enne morto, esperti “ha preso una dose tripla di ecstasy”

16enne morto, esperti “ha preso una dose tripla di ecstasy”

La rabbia della famiglia “vogliamo individuare tutti i responsabili” | Le indagini e l’autopsia

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Doveva essere la sua priva vacanza da solo, il premio per la promozione. Invece, una dose massiccia di oltre 3 grammi di Mdma sciolta nell’acqua e ingerita da tre giovani tifernati lo scorso sabato è stato l’epilogo fatale per il 16enne Lamberto Lucaccioni. Una quantità di droga sintetica che secondo gli esperti equivarrebbe a quasi 15 pastiglie di ecstasy e che sarebbe equivalente al triplo di una dose sopportabile (per “sballarsi” ne basterebbero 0,3 grammi: in tre ne hanno preso dieci volte tanto). A trovare la morte, però, è stato solo Lamberto, il cui corpo è ancora a disposizione delle autorità in attesa dell’autopsia, che verrà eseguita domani (mercoledì 22 luglio), 90 giorni di tempo per la relazione. L’esame rivelerà in quale quantità la sostanze si è concentrata nel sangue di Lamberto e anche se a stroncare la vita del sedicenne è stato un mix micidiale di alcol e droga.

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Nuovi sviluppi di indagine rivelerebbero inoltre che Lamberto avrebbe preso una minima dose di mdma anche all’interno del Cocoricò. A dargliela sarebbe stato sempre T. C., il 19enne indagato perchè ritenuto il pusher. Questo è quanto emerso nelle ultime ore in base alle dichiarazioni del giovane, che risulta denunciato a piede libero per spaccio e morte come conseguenza di altro reato. Secondo quanto ha riferito, all’interno del locale avrebbe rincontrato il 16enne e i due amici, e alla loro richiesta di avere altra droga si sarebbe dato da fare per trovarla per poi venderla ai minorenni. T.C. ha poi fornito una descrizione sommaria del pusher dal quale si sarebbe rifornito per l’ultima ulteriore dose da cedere a Lamberto. Quell’ultima piccola dose probabilmente diventata mortale.

Intanto continuano le indagini dei Carabinieri: non basta agli inquirenti aver individuato il 19enne tifernate, fratello più grande di un amico del ragazzo, che è stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Rimini con l’accusa spaccio e di morte come conseguenza di altro reato. Adesso si cerca chi abbia a sua volta ceduto la sostanza anche al 19enne, rappresentato dai legali Raffaella Fiorucci e Rosanna Pauselli, che immediatamente ha confessato in lacrime e si è messo a disposizione delle indagini. Intanto si continuano a visionare i filmati delle telecamere del locale in attesa di nuovi indizi.

Dal racconto dei due amici che erano con Lamberto è emerso che tutte e tre insieme hanno assunto droga, sciogliendola in una bottiglietta d’acqua. Per loro probabilmente si trattava della prima assunzione. Forse Lamberto ha bevuto l’ultimo sorso, non sapendo che la droga non completamente solubile, si concentra proprio sul fondo della bottiglia. Potrebbe essere per questa ragione che per lui l’assunzione si è rivelata fatale e non per gli altri due amici, che comunque essendo ancora sotto l’effetto la mattina della tragedia non erano stati nemmeno in grado di rispondere immediatamente alle domande degli inquirenti.

La droga i tre ragazzi l’avevano ricevuta a Città di Castello, anche se il pusher ha aspettato che saldassero il conto a Riccione, e loro quella sera erano partiti in treno da Pinarella di Cervia (dove i tre alloggiavano con i genitori di uno di loro) intorno alle 23.30 con la droga in tasca. Arrivati a Riccione, in centro, avrebbero incontrato il 19enne che aspettava il saldo dell’ecstasy, 250 euro. Prima di entrare in discoteca si sarebbero divisi la bottiglietta d’acqua da mezzo litro in cui avevano sciolto la droga. Tutti particolari per i quali è d’obbligo ancora usare il condizionale. Resta da appurare infatti anche se la dose fatale di droga sia stata effettivamente consumata all’interno o all’esterno del locale notturno. Anche il Cocoricò attraverso il proprio legale ha annunciato di considerarsi parte lesa con l’intenzione di costituirsi parte civile per tutelarsi da quello che l’avvocato ha definito “un enorme danno di immagine” in un eventuale processo contro il 19enne, dato che, secondo il legale del locale, la dose non sarebbe stata acquistata né all’interno né all’esterno della discoteca romagnola.

Il magistrato di Rimini ha intanto conferito l’incarico per l’autopsia che verrà eseguita da un esperto nominato dalla procura il patologo Pierpaolo Balli, affiancato dal dottor Walter Patumi per la famiglia Lucaccioni e dal dottor Sergio Scalise Pantuso, nominato consulente della difesa del giovane denunciato per aver ceduto la droga.

I genitori di Lamberto attraverso il loro avvocato Roberto Bianchi fanno sapere di “voler andare fino in fondo”, e di voler appurare tutte le eventuali responsabilità “sia nei confronti di chi ha ceduto la droga che del locale in cui Lamberto si è sentito male e anche, se necessario, nei confronti dei genitori dell’amico che lo avevano in custodia”.

di Sara Minciaroni e Davide Baccarini

Ultimo aggiornamento 17.49

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