E’ on line solo da pochi giorni ma è già destinato a diventare un punto di riferimento per gli studiosi e appassionati di storia contemporanea. Si tratta della rivista “Officina della Storia” (clicca qui) diretta dal professor Maurizio Ridolfi, preside della Facolta di Scienze Politiche della Tuscia di Viterbo, e dalla giornalista Mariella Cruciani (direttore responsabile) che si avvalgono della collaborazione di alcuni giovani ricercatori. Un progetto ambizioso ideato e realizzato non solo per affrontare i temi storici più tradizionali ma “per creare un luogo dove sperimentare ed esplorare nuovi percorsi tematici specifici ricollegabili al mondo dell’inormatica umanistica e dei nuovi modi di fare e comunicare storia”. “La nostra rivista – scrive Ridolfi – non vuole esprimere, come un tempo, un indirizzo di scuola o privilegiare un progetto ideologico-culturale; vorremmo contribuire invece a ripensare e meglio definire il terreno proprio dello studioso di storia, la sua cassetta degli strumenti, il senso rigoroso e creativo del fare storia. Di qui un titolo che allude al lavoro del “laboratorio” artigianale, laddove si costruiva un sapere e si tramandava di generazione in generazione, non disperdendo patrimoni e tradizioni. Vogliamo però fare i conti con la società della comunicazione di massa, sul piano sia del mezzo sia del linguaggio. Ecco allora la rivista online, sebbene la si voglia accompagnare annualmente con una pubblicazione cartacea in cui raccogliere selezionati materiali nel frattempo messi un circolazione tramite la rete. Rispetto alle tradizionali riviste cartacee, nel caso delle riviste online si ritrovano progetti culturali solitamente meno connotati, spesso con lo scopo prevalente di offrire informazioni e servizi alla ricerca (sitografie e bibliografie ragionate, recensioni a libri e a convegni, il work in progress, ecc.). La nostra “Officina della storia” – continua Maurizio Ridolfi – vorrebbe cercare di dare questo ma anche qualcosa in più, rivolgendosi a quanti si occupano, sia professionalmente che non, di storia e della sua proiezione pubblica. Vorremmo contribuire, tramite la rete, ad allargare gli spazi della storia del tempo presente al di fuori delle tradizioni accademiche, guardando con interesse e però con spirito critico ad alcuni linguaggi del giornalismo culturale, quali l’intervista, il forum, il documento/immagine, l’editoriale su temi non strettamente storiografici; insomma i territori della cosiddetta industria della storia“.
La rivista è sostenuta dalla casa editrice Sette Città di Emanule Paris e vanta il patrocinio dell’Ateneo della Tuscia. Il coordinamento redazionale è affidato a Sante Cruciani e per la parte informatica ad Anna Caprarelli. Del Comitato di redazione fanno parte Maria Chiara Benardini, Bruno Bonomo, Michele Colucci, Daniele Natili, Gilda Nicolai, Guido Panvini e Luisa Selvaggini. Il Comitato scientifico è composto da Francesca Anania, Gabriella Ciampi, Elio D’Auria, Tommaso dell’Era, Maria Ferretti, Giovanni Fiorentino, Marco Paolino, Leonardo Rapone, Maurizio Ridolfi, Gino Roncaglia, Matteo Sanfilippo, Giovanna Tosatti e Luciano Osbat.