Città di Castello

Vive in auto nel parcheggio del cimitero, residenti “Così da tre mesi, siamo preoccupati”

Una situazione di estrema fragilità che si trascina ormai da tre mesi, sospesa tra il disagio dei residenti e un’evidente necessità di un supporto, almeno sociale. Accade nel parcheggio del cimitero di Santa Lucia (Città di Castello), dove un uomo del posto vive ormai stabilmente all’interno della propria auto.

Quella che inizialmente era sembrata ai vicini una temporanea situazione di emergenza come un guasto meccanico – la vettura è ancora oggi sollevata da un cric – si è trasformata in una preoccupante routine. Il giovane (non riveleremo ulteriori dettagli per proteggerne la privacy, ndr) trascorre le sue giornate in giro o nelle immediate vicinanze del cimitero, muovendosi sempre a piedi, per poi fare sempre ritorno alla vettura, dove passa la notte.

Tra i residenti della zona il clima è di forte apprensione. Sebbene il giovane venga descritto da tutti come un ragazzo tranquillo, schivo e assolutamente non aggressivo, la prolungata permanenza in condizioni così precarie, aggravate dalle alte temperature estive, sta sollevando legittimi timori. I vicini non nascondono la propria preoccupazione sia per la sicurezza e il decoro dell’area – data l’assenza di servizi igienici e il rischio di criticità sanitarie – sia, soprattutto, per la salute stessa del ragazzo.

Interpellate dai cittadini, le forze dell’ordine (l’ultima telefonata alla Polizia locale di cui siamo a conoscienzq è avvenuta 1il 25 giugno) avrebbero effettuato i controlli di rito sul veicolo, risultato in regola con gli obblighi di legge – secondo quanto riferiscono a TuttOggi.info alcuni degli stessi residenti – e avrebbero spiegato “l’impossibilità di intervenire coattivamente di fronte a quella che, formalmente, viene catalogata come una scelta personale”.

Tuttavia, lo scenario descritto dai residenti supera i confini del semplice rispetto formale delle norme stradali. Il giovane, davanti al cimitero, è stato visto a torso nudo e persino cucinarsi i pasti. Spesso viene anche avvistato con due grosse taniche che userebbe per rifornirsi di acqua. Tra le persone del posto ci sarebbe anche chi avrebbe confessato un certo disagio a recarsi da solo al cimitero, non conoscendo le reali condizioni e l’indole dell’uomo, che comunque risulterebbe incensurato.

Di fronte alla preoccupazione di un intero vicinato, appare quanto mai urgente e necessario il coinvolgimento dei Servizi Sociali e delle strutture sanitarie competenti. L’auspicio della comunità è che si possa attivare tempestivamente una rete di assistenza e mediazione per verificare le condizioni del giovane, comprendere l’eventuale assenza di legami familiari e offrirgli il sostegno e la protezione di cui potrebbe aver bisogno. Per il bene di tutti, ma soprattutto suo.