Vittorio Sgarbi e la lotta contro la depressione: "Non avevo più voglia di vivere, pesavo 59 chili" - Tuttoggi.info

Vittorio Sgarbi e la lotta contro la depressione: “Non avevo più voglia di vivere, pesavo 59 chili”

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Vittorio Sgarbi e la lotta contro la depressione: “Non avevo più voglia di vivere, pesavo 59 chili”

Mer, 01/10/2025 - 11:03

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(Adnkronos) – “Mi ha tolto i desideri. Non avevo più voglia di vivere. E ho cominciato a rifiutare il cibo”. Con queste parole Vittorio Sgarbi, in un’intervista al Corriere della Sera, racconta la depressione che lo ha colpito negli ultimi mesi. Il critico d’arte ha ammesso di aver cominciato ad accusare un forte malessere dalla fine della sua esperienza di governo e con le dimissioni da sottosegretario alla Cultura: “Ritengo di aver subìto un’ingiustizia assoluta. Che mi è pesata moltissimo, e mi è stata riconosciuta da pochi”.  

Sgarbi è stato ricoverato in ospedale per la prima volta lo scorso febbraio: “Ricordo Sabrina che guardava il festival di Sanremo accanto al mio letto, al Gemelli. Io non guardavo niente”. La depressione si è manifestata soprattutto con un drastico calo dell’appetito: “Anche solo vedere il cibo mi repelleva. Ero molto debole, sono arrivato a pesare 59 chili. Adesso sono 71”. “Ho rischiato di morire”, ammette. “Sono stato in pericolo di vita”. Ma non ha avuto paura. “Paura no”. A confortarlo, anche l’arte: “Caravaggio e Artemisia. Per l’altezza e l’ispirazione che nasce dalla sofferenza”. E Piero della Francesca, “il più grande di tutti”. 

In questo momento difficile, Sabrina non l’ha mai lasciato da solo: “Sabrina mi ha salvato la vita. Con il suo amore. E adesso la sposo”. Il matrimonio è previsto “al più presto” a Venezia, nella chiesa della Madonna dell’Orto, scelta per i suoi capolavori pittorici. “Tintoretto. E un meraviglioso Cima da Conegliano”. Nel suo racconto, Sgarbi cita anche la sorella Elisabetta, “sempre vicina”, e gli amici che gli hanno fatto sentire affetto e presenza: Luigi Manconi, Massimo Cacciari, Alain Elkann, Antonio Gnoli, Geminello Alvi. Tra i politici che sono andati a trovarlo cita La Russa, Fontana, Storace e il ministro Giuli. E dall’opposizione Dario Franceschini, “una mattina presto, quasi di soppiatto”. 

Diversa invece la situazione con la figlia Evelina, che ha chiesto la sua interdizione: “Incomprensibile. Non ho capito bene perché l’abbia fatto, e che cosa voglia. Il mio patrimonio? Certo, i quadri sono moltissimi. Cinquecento. Ma non sono più miei. Sono della Fondazione Cavallini-Sgarbi. Me ne sono spossessato. Sono vincolati all’Italia. Non possono lasciare il nostro Paese. Non possono essere venduti, se non in blocco: cosa che mi pare piuttosto difficile”. 

“Sto cercando di rafforzarmi. E di riaprirmi agli altri. Mi ero chiuso, come un riccio”. E conclude con una citazione di Gombrowicz, letta durante il ricovero: “Se qualcuno di voi, Ferdydurkisti, risiede ancora tra i vivi, che non perda la speranza — poiché non sono morto”. 

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