Violenza su donne e bimbi: tanti progetti, ma pochi soldi - Tuttoggi

Violenza su donne e bimbi: tanti progetti, ma pochi soldi

Redazione

Violenza su donne e bimbi: tanti progetti, ma pochi soldi

In Consiglio il dibattito sul centro di Perugia a rischio chiusura | E oggi si inaugura lo spazio a Elce
giovedì 14 20 Novembre19 - 09:16
Violenza su donne e bimbi: tanti progetti, ma pochi soldi

Progetti estemporanei, non strutturati e soprattutto senza una certezza di finanziamenti regionali e nazionali, così da garantirne la continuità. Queste, secondo l’assessore comunale Edi Cicchi, i problemi che mettono a rischio il Centro antiviolenza a Perugia e non la scarsa sensibilità dell’amministrazione comunale.

La risposta è stata fornita in Consiglio all’interrogazione presentata dai gruppo di centrosinistra, Giubilei, Pd ed Idee, persone, Perugia, per chiedere tempistiche ed interventi previsti da parte del Comune per sbloccare i finanziamenti per il Centro antiviolenza di Perugia, appunto a rischio chiusura.

Illustrando l’atto, Borghesi ha ricordato che i centri antiviolenza sono strutture in cui vengono accolte donne che subiscono o sono minacciate da qualsiasi forma di violenza. Essi offrono servizi alle vittime di violenza, come accoglienza telefonica, colloqui personali, ospitalità nelle case rifugio ecc. Si tratta dunque di strutture di fondamentale importanza per il supporto alle donne ed ai loro figli. In Umbria oggi esistono diversi centri, due di essi garantiscono anche la residenzialità e si trovano a Perugia (Catia Doriana Bellini) e Terni (Libere Tutte). Si tratta di luogo fondamentali per contrastare la violenza di genere, in quanto consentono di restituire dignità e consapevolezza di sé alle persone maltrattate. L’obiettivo del servizio, in sostanza, non è solo quello di garantire risposte immediate di sostegno, ma soprattutto di sviluppare il rafforzamento della donna accolta. I numeri sono significativi: a Perugia dal 2014 al 2018 sono state accolte 1435 donne ed ospitate 97 con 102 minori; a Terni le donne accolte sono state 865, di cui 68 ospitate con 74 minori.

Nonostante l’importanza del servizio offerto, i centri di Perugia Terni versano attualmente in una condizione emergenziale, tanto da essere a rischio chiusura. Ed infatti le risorse a disposizione non sono sufficienti nemmeno per pagare gli stipendi delle operatrici.

L’assessore Edi Cicchi ha ricordato che il tema del contrasto alla violenza alle donne è da anni al centro dell’attività del Comune che, sul punto, ha approvato diverse delibere: la prima nel 2015 (realizzazione del sistema regionale integrato di assistenza, promozione delle relazioni con le associazioni impegnate sul queste tematiche, assicurazione di idonea copertura ai servizi), la seconda nel 2017 (avvio all’iter di definizione del protocollo unico regionale), l’ultima nel 2019 (approvazione protocollo d’intesa con la rete territoriale ed accordo di collaborazione con la Regione Umbria). Con quest’ultimo atto, nello specifico, si è provveduto a dare continuità fino al marzo 2021 al progetto “Non solo rifugio” attraverso l’associazione Liberamente donna; si è provveduto altresì alla costituzione di una rete territoriale ed alla sottoscrizione del relativo protocollo; si è sottoscritto un accordo di collaborazione con la Regione ed infine si è provveduto ad erogare una quota di finanziamento comunale all’associazione che gestisce il centro antiviolenza.

Il problema generale, tuttavia – ha spiegato l’assessore – è che i vari progetti presentati negli anni (Network antiviolenza e non solo rifugio) non risultano strutturati; questa circostanza è stata portata a conoscenza della Regione dell’Umbria con specifica lettera del novembre 2014, nella quale si chiedeva all’Ente regionale di dare continuità e stabilità a quanto sperimentato. Ancora oggi – ha lamentato Cicchi – nonostante l’impegno e le sollecitazioni, sia il Governo nazionale che la Regione non hanno provveduto a predisporre finanziamenti pluriennali del servizio rendendo impossibile una più ampia programmazione.

Pur con ciò il Comune di Perugia – ha assicurato l’assessore ha continuato ad impegnarsi in prima persona, sia garantendo fondi che una base condivisa costituendo la prima rete tra associazioni ed istituzioni. Per il futuro l’assessore ha auspicato che gli appelli del Comune vengano finalmente recepiti dalla regione e si possa così attribuire ai centri antiviolenza una dimensione strutturata al fine di tutelare sia le donne ed i bambini che usufruiscono dei servizi che gli operatori che prestano la loro opera nelle strutture.

Borghesi, in replica, ha espresso il timore che nel prossimo futuro le strutture rischino di rimanere prive di fondi; per questo ha chiesto all’Amministrazione di procedere sul punto ad un monitoraggio costante.

Oggi si inaugura lo spazio per bimbi ospiti di centri antiviolenza

Intanto oggi alle ore 17.30 sarà inaugurato il nuovo spazio di via Santini, numero 4, nel quartiere di Elce a Perugia, destinato a realizzare laboratori di teatro e narrazione sull’educazione alle relazioni e all’affettività per bambine e bambini ospiti dei centri antiviolenza gestiti dall’associazione Liberamente Donna.

L’obiettivo – spiega Franca Gasparri, presidente di Auser Perugia – è quello di mettere in relazione i bambini con i nostri anziani, le volontarie e i volontari di Auser, che diventeranno parte attiva del progetto con lo scopo di creare un senso di comunità diffuso”.

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