Spoleto

Video Mapping a Spoleto? Tra sparaflesciate e palazzi con la scarlattina

E così eccoci qui di nuovo a parlare dei fondamentali nell’esercizio del magistero culturale in una città d’arte.

La questione decisiva è tutta nella conoscenza, che passa attraverso lo studio e la ricerca delle fonti. E anche, quando dovessimo avere ben chiaro tutto, potremmo stare certi che mancherebbe sempre qualcosa per chiudere il cerchio. La fallibilità umana è ormai cosa nota e anche troppo sperimentata, per essere sicuri che qualcosa non ci sfugga o venga persino manipolata, consciamente o inconsciamente.

Tutto questo pistolotto lo abbiamo partorito dopo che i nostri geniali amici di Guercio.org, nel loro consueto Tg Guercio del venerdì, hanno messo a nudo una delle ultime cialtronate, spacciata per iniziativa di spessore culturale, che questa città di Spoleto, ormai finita in una sorta di tritacarne amministrativo dal funzionamento quotidiano, sta riducendo a polpetta informe e anche un po’ sanguinolenta.

Da giorni abbiamo tutti potuto osservare con smarrimento, e sicuramente per qualcuno invece magno cum gaudio, delle torri sceniche attrezzate con dei proiettori che sparano immagini e musica sui principali siti di interesse storico della città.

Video Mapping sparaflesciato

Il tutto per un progetto, o tale viene spacciato, per illuminare e allietare la città nel periodo delle festività. Qualcosa a metà tra i soliti “inevitabili” eventi di fine anno, che nell’era della pandemia sono tutti andati a farsi benedire, e il ballo finale prima dell’affondamento del Titanic. Chiamasi, in gergo tecnico, Video Mapping (anche per Spoleto trattasi di proiezioni). Una cosa che il Festival dei Due Mondi, giusto per…, sperimentò una trentina di anni fa.

E aggiungiamo che a Piazza della Vittoria, per chi proviene in auto da Via Martiri della Resistenza, avvicinarsi alla torre scenica posizionata proprio accanto all’ingresso del Ponte Sanguinario, l’esperienza di guida potrebbe anche trasformarsi di notte nella stupefacente sparaflesciata del neuralizzatore di Man in Black. Una sciabolata di luce che ti cancella la memoria recente, così da ricominciare ogni volta da capo ad osservare ciò che accade sui muri della città di Spoleto a Natale. Tutto questo se si riesce a non andare a sbattere prima. Stessa identica esperienza per chi entra in Piazza della Libertà.

Una leggenda metropolitana racconta di qualche buontempone che si fa il giro più volte perché l’esperienza è meglio di quella delle droghe sintetiche, e oltretutto fa anche meno male, al netto del possibile schianto.

Maledizione del Salotto delle Eccellenze

Insomma, torna prepotente la maledizione del Salotto delle eccellenze che colpisce inesorabilmente chi pensa di saperla sempre più lunga degli altri. Diceva bene il compianto e sempre amato Philippe Daverio, Sostituiamo il concetto di eccellenza con quello di Unicità. Riscopriamo la fierezza di avere qualcosa di unico nella nostra storia e nel territorio”.

Ecco, appunto, talmente unico che qualcuno ha pensato bene di illustrarlo con immagini dozzinali piene di luoghi comuni festivi, quali stelline, scie luminose, comete e colori squillanti da Carnevale di Rio (con tutto il rispetto per quella stupenda tradizione culturale), che i nostri sagaci amici del Tg Guercio ipotizzano addirittura scaricate da Google. La Rocca Albornoziana color rosa-violetto “non se pò vedè”.

Dunque l’architettura del centro storico e i palazzi incolpevoli (come l’Ancaiani di Piazza della Libertà che a tratti sembra il viso di un bambino con la scarlattina) che subiscono la loro dematerializzazione notturna in nome e per conto di una presunta azione culturale che piace alla “ggente”.

Ma la cosa che non perdoniamo all’inventore di questa “eccellenza”, è l’utilizzo di musica natalizia di accompagnamento farlocca alla Michael Bublè. Musica che risuona ben oltre il fatidico scoccare delle 22:00, non si capisce bene per chi. Che si sia pensato ad un servizio di ninna nanna?

Tu vuò fà l’americano

Chi ci conosce sa quanto amiamo e abbiamo scritto di Jazz, crooner e compagnia cantante. Ma l’ambientazione alla “tu vuò fà l’americano” è parte di quella sparaflesciata da neuralizzatore di cui abbiamo detto poc’anzi. Come solito si va sul semplice, stile Avanti Pop, per non urtare le orecchie non aduse alla complessità, in modo che nessuno si abitui al bello e gli venga mai in mente di pretendere altro. Magari, chessò, una cosa alla Cristofaro Caresana

Ed in ogni caso, dico io, “Se proprio America deve essere, mettiamoci almeno l’originale. Un Frank Sinatra, un Dean Martin, Bing Crosbey o Nat King Cole fanno schifo o sono troppo da chiedere?”. Poi dice che uno si butta a sinistra…

Lo spessore culturale della città è ridotto alla dimensione del micron, fatto salvo il Festival dei Due Mondi che è comunque in mano altrui. E per fortuna, aggiungiamo noi.

Almeno ci fosse un risvolto economico per chi in città ci lavora. Neanche questo. Conferma ne è che per queste Feste di fine anno ha prevalso ancora una volta il fascino dell'”estero” e l’appalto dei lavori per lo sparaflesciamento di luci è finito magicamente fuori Spoleto, senza bando di gara e nemmanco richieste di manifestazioni di interesse.

Un’assegnazione fatta con precisione chirurgica e qualche escamotage burocratico al grido di “a Spoleto costa troppo” e “dobbiamo sbrigarci, non c’è più tempo”. E dire che Natale si festeggia il 25 dicembre da più o meno 2020 anni.

Siamo ormai una sorta di laghetto della pesca sportiva. Si arriva da noi, senza nemmeno la canna da pesca personale, si tira su una bella trota da allevamento e si riparte convinti di essere esperti pescatori.

Si agitano in loco strani personaggi, alla “ce sei venuto o te ce hanno mannato?”, che sono alla fine dei prenditori seriali e che in cambio non lasciano nemmeno la cenere.

E la nostra colpa è quella di aver permesso a questa brutaglia di fare scorribande senza limitazione e senza rispetto per chi invece qualcosa l’ha creata davvero.

E pensare che nelle città umbre nostre vicine (Assisi e Terni tanto per citare) il Video Mapping lo hanno fatto proprio come noi, ma con la lungimiranza di adattarlo al contesto in cui si trova l’operazione. Basta guardare la magnificenza delle proiezioni di Assisi, con le immagini delle opere di Giotto.

Natale di Francesco: Assisi diventa un presepe di luce a cielo aperto

A Spoleto rimarrà invece il ricordo delle sparaflesciate alla Man in Black e della scarlattina di Palazzo Ancaiani

Un lazzaretto architettonico, insomma.

Foto di copertina: Antonella Manni – Ha collaborato Sara Cipriani

(articolo aggiornato alle 16:51)