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Verso le elezioni, lo scontro si fa di genere

Massimo Sbardella

Verso le elezioni, lo scontro si fa di genere

A Perugia la Lega a trazione Pillon spinge Romizi | A sinistra, dopo il “ni” di alcuni maschietti, si pensa a un candidato donna
Mar, 18/09/2018 - 09:23

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Lo scontro politico, in Umbria, si fa sempre più di genere. E non soltanto perché in un quadro politico che sta mutando in modo rapidissimo e radicale, si vuole cercare di capire che “genere” di amministratori vogliono gli umbri. No, proprio il tema della discriminazione di genere, dei diritti e dei doveri, della famiglia tradizionale o arcobaleno, sta diventando sempre più centrale nel dibattito politico umbro.

Verso le elezioni a Perugia

Prendiamo Perugia, dove il caso del piccolo Joan, il bimbo con due mamme che il Comune si era inizialmente rifiutato di trascrivere, è diventato una delle principali grane per il sindaco Romizi. Più dei progetti avviati e cambiati in corsa e di un’amministrazione partita con tanta foga innovatrice, ma che si trova costretta a gestire l’ordinario, a cominciare dalle bitumatura delle strade.

La Lega scalpita e per ora dice che il prossimo candidato sindaco del centrodestra può continuare ad essere lui, pur con alcuni paletti. E affida le trattative per conto di quello che è il primo partito della coalizione (e forse addirittura di maggioranza assoluta) al senatore Simone Pillon, approdato in Parlamento dal trampolino lombardo, ma con le mani sempre sulla “sua” Perugia.

Torquemada nello Stato pontificio?

Nel frattempo, al Senato si discute il disegno di legge sull’affido dei figli presentato da Pillon. Un testo discusso, che prevede l’obbligatorietà del ricorso (oneroso) alla mediazione in caso di separazione o divorzio. Con la creazione presso il ministero della Giustizia di un apposito Albo dei mediatori, figura professionale di cui l’avvocato Pillon fa parte, dopo la partecipazione a un Master breve in mediazione familiare accreditato dall’Aimef. Del resto lo studio legale Pillon&Napoleoni, promuovendo la propria competenza in materia di mediazione familiare, ricorda che “è in corso di approvazione una modifica al Codice civile che conferirà grande rilievo all’attività di mediazione nel corso dei procedimenti per la separazione dei coniugi”. Un fatto che non è sfuggito al settimanale L’Espresso, che ravvede in questo annuncio un conflitto di interesse, visto che il senatore Pillon è il promotore del disegno di legge in questione. Pronta, però, la replica del senatore: “Non esiste alcun conflitto di interesse visto che il mio studio non ha mai offerto né mai offrirà mediazione. Sfido chiunque a trovare un solo cliente seguito per tale materia“. E Pillon aggiunge che, da esperto della materia, ha sempre indirizzato i clienti che ne facevano richiesta i servizi gratuiti offerti dai consultori del volontariato, come chiaramente indicato nel sito del suo studio.

Ma Pillon, che i detrattori chiamano “il cacciatore di streghe nelle scuole” (perché il suo primo intervento in Parlamento è stato contro l’introduzione in una scuola del Bresciano del libro di Lisa Lister sulla magia) sale sovente agli onori della cronaca nazionale.

La sua intervista a La Stampa, dove ha ribadito la propria contrarietà al divorzio ed all’aborto, arrivando a dire che, se fosse lui a decidere, offrirebbe “somme ingentissime” alle donne per convincerle a non interrompere la gravidanza, gli ha fatto piovere addosso nuove critiche e l’appellativo di Torquemada (il tristemente celebre inquisitore spagnolo).

Lo scontro gender in Umbria

Anche da Roma Pillon ha mantenuto sempre gli occhi puntati su Perugia e sull’Umbria. Forse non è un caso che all’indomani della conferenza stampa con cui il senatore leghista puntava l’indice contro il protocollo per l’Osservatorio che deve rendere operativa la legge regionale contro l’omofobia e le discriminazioni di genere, il prefetto di Perugia Claudio Sgaraglia abbia diffidato la Regione, costringendo ad annullare la firma dell’accordo. Proprio nei giorni in cui il senatore Pillon faceva selfie sui “tetti di Roma” con l’amico ministro Matteo Salvini.

Le contromosse a sinistra

Proprio la linea del radicale tradizionalismo religioso scelto dalla Lega ha fatto maturare in quel che rimane del centrosinistra umbro l’idea su come organizzare la controffensiva e provare a riconquistare Palazzo dei Priori il prossimo anno e soprattutto sbarrare la strada di Palazzo Donini nel 2020. Perché, è il ragionamento che si fa strada, se la difesa della religione cattolica contro il “pericolo dell’Islam” può essere una valida arma in mano della Lega, se non tutti gli elettori di centrosinistra sono pronti ad una battaglia per leggi più arcobaleno, è anche vero che parlare di divieto di divorzio e aborto fa storcere la bocca anche a molti elettori di centrodestra.

E allora, perché non schierare una candidata donna nella corsa per la fascia di sindaco di Perugia? Pescata fuori dalle sedi (del resto sempre più vuote) di partito. Una linea che è stata già perseguita, con alterne fortune, in varie tornate amministrative. Certo, a Perugia bisognerà fare i conti con alcuni illustri “maschietti”, nel settore medico tra i professionisti e gli imprenditori illuminati, che a vario titolo (anche perché non si capisce chi abbia l’ultima parola) sono stati sondati per verificarne l’eventuale disponibilità a candidarsi. Ricevendo, per la verità, risposte non molto convinte, a dimostrazione di come, di questi tempi, sia più facile fare l’imprenditore o il medico che non il candidato sindaco del centrosinistra a Perugia.

Donne e cattolici in politica

La donna è anche al centro del programma dell’edizione 2018 de “L’Isola del Libro”. Da quelle nell’antico Egitto, come Cleopatra, sino a Tina Anselmi, definita “un gigante” dalla presidente dell’Assemmblea regionale, Donatella Porzi. Intervenendo all’incontro sulla figura femminile nella Chiesa cattolica, Porzi ha detto che c’è bisogno delle donne, nella società e nella Chiesa. E c’è bisogno dei cattolici, perché da loro, attraverso i loro valori, potranno ripartire e riaffermarsi la democrazia e la libertà”. Ma questo non significa che, se e quando si farà il Congresso umbro del Pd per eleggere il segretario, Porzi scelga di votare Guasticchi.

Pd, i nodi da Roma a Perugia

A proposito di Congresso Pd (nazionale, però) e di donne, prosegue lo scontro a distanza (e del tutto casuale) tra l’ex senatrice e assessore perugina Valeria Cardinale e la governatrice umbra Catiuscia Marini. “Per qualcuno questo congresso proprio non s’ha da fare…!”, lamenta Cardinali.

Diversa la posizione di Marini: “A me non sembra che i nostri iscritti ed elettori aspettino altro che un bel congresso per contare la supremazia delle aree interne del Pd, sopravvissute e malconce (tutte)…”. Marini auspica la nascita di “una Cosa Nuova”, dal Pd, forza di opposizione al Governo gialloverde, che si apre “generosamente all’esterno”.

Chi saranno i genitori di questa Cosa Nuova, tra cene e incontri privati, ancora non si sa. La politica, ancora una volta, è uno scontro di genere.

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