Era da tempo che ci stava pensando. Un po’ sullo stile del più noto dubbio amletico: mi candido o non mi candido, questo è il problema. Ma solo nelle ultime ore Roberto Loretoni sembra aver sciolto il dilemma. Dipendente pubblico, di San Giacomo di Spoleto, alto, moro, con una passione per la politica che non ha mai celato e che lo porta ad interessarsi delle vicende cittadine. Ricorda qualcuno? A prima vista sì. Sembra proprio il ritratto del Roberto Loretoni assessore alle Grandi Opere.
Ed invece non è lui. A distinguerlo dal più noto omonimo è l’aspetto fisico, l’età e l’orientamento politico: di centrosinistra l’assessore quarantenne, di centrodestra l’impiegato cinquantenne.
Quest’ultimo risulta molto conosciuto e stimato a San Giacomo anche per essere l’allenatore della squadra calcistica Il Ducato, quella presieduta dalla dirigente provinciale del pd Simona Del Bello.
Un bel caso di omonimia, per la verità già noto a qualcuno, come agli agenti della P.M. che anni fa avrebbero avuto qualche dubbio sul Loretoni a cui notificare una multa.
Un altro problema per il Pd che stava già ragionando su come ‘parare’, sotto il profilo della comunicazione politica e della propaganda elettorale, l’altro Loretoni, Angelo, l’ex dirigente Iri che sta sbaragliando il sondaggio lanciato da un quotidiano quale candidato ideale per la città del festival (anche lui pronto a schierarsi con il Pdl).
Verrebbe quasi di affidare ad ognuno di loro un numero per distinguerli, come sulle maglie di una squadra sportiva, magari sulla base della notorietà: il n. 1 all’assessore, il n. 2 al dirigente, il n. 3 all’allenatore (che di numeri di maglia se ne intende). Ma il criterio della notorietà potrebbe esser sostituito da quello della popolarità, dell’età anagrafica, dell’altezza, e così via dicendo.
Non è quindi escluso che ogni organo di informazione potrebbe adottare un criterio diverso dagli altri. Da qui la necessità di adottarne uno comune a tutti, magari dopo una riunione fra tutti i giornalisti della Valle spoletana.
Ma torniamo al Loretoni3. Sostengono i bene informati che proprio ieri ha avuto un colloquio con i vertici del Pdl che si sono dichiarati disponibili a valutare la sua candidatura al Consiglio Comunale. “Ma ci pensate – scherzava in serata un anneista – tutti quelli che sono arrabbiati per i photored, per le rotatorie, per le multe e gli autovelox avrebbero la possibilità di far dispetto all’altro Loretoni….votando un omonimo”. Loretoni si è comunque riservato ancora qualche settimana prima di dare il nulla osta definitivo.
Ma la sua candidatura rischia di creare qualche problema all'elettorato. Specie se uno dei Loretonis proverà a calcare la mano. Un po' come nel film Il Distinto Gentiluomo dove Thomas Jefferson Johnson (Eddie Murphy) si candida al Senato spacciandosi per Jeff Johnson, lo storico politico locale morto da pochi giorni: la sua campagna è fatta di manifesti dove campeggia la figura di un uomo privo del volto e lo slogan “Vota Johnson, il nome a te noto”.
Ancor più problemi potrebbe averne quella parte di elettorato che da sempre prende consigli da parenti e amici. Si pensi alla classica nonnina cui arrivano, immancabilmente, i suggerimenti del nipote in carriera. Una scenetta potrebbe esser più o meno questa.
“Nonna, nonna, ascoltami bene, devi votà Loretoni”. “Chi? Loreti?”. “No, nonna, suvvia, Loretoni”. “Ah, ho capito Loretoni”. “Brava, ma Roberto, mi raccomando, R O B E R T O, non Angelo” (e, per la par condicio, viceversa, n.d.r.). “Ma che te strilli! mica son sorda, allora, com’era, Loreto …no, no, Loreti, no…ah sì Loretoni….R O B E R T O” .
“Oh brava! Ma non quello del PDL, quello del PD, mi raccomando nonna PI DI, non c’è la elle”. “A ragazzì era più semplice in tempo di guerra… damme un po’ un altro cognome!”.
“Boh, mò c'avevo questo per le mani….fammi pensare…mmmmh Benedetti… c'è Daniele… ma anche quell'altro, come si chiama, Valentini….. mmmmhhhh. Nonna, sai qual'è la novità? Domenica resti a casa”.