Categorie: Cronaca Spoleto

VERSO LE ELEZIONI: BRUNINI (PD) “A SPOLETO NON ESISTE QUESTIONE MORALE. 100 MILIONI DI € ARRIVERANNO IN CITTA’, FRUTTO DEL LAVORO DI QUESTI ANNI”

E’ il ritorno della ‘massimosofia’. L’incontro fortemente voluto dal segretario del Pd Dante Andrea Rossi con la stampa locale è servito a chiarire un bel po’ di cose all’interno del partito e a dimostrare che non c’è alcuna crisi con il Sindaco Massimo Brunini. E per questo ha preteso che ci fosse anche lui, la guida della municipalità di questi ultimi 9 anni. Certo, in qualche occasione Rossi ha dovuto calcare la mano come quando ha detto a chiare note che lui, Brunini, “sarà in prima fila per la vittoria del piddì alle prossime amministrative”. O quando ha ribadito che sulla Comunità Montana “il partito è deciso ad entrare nel nuovo assetto che si andrà delineando senza rinunciare al proprio ruolo”. Insomma qualche sguardo di troppo conferma che sulle grandi questioni che interessano la città bisogna trovare ancora un accordo: ma si tratta di ‘dettagli’. Il sole è tornato a splendere a Viale Trento e Trieste

L’analisi di Dante Andrea Rossi – il partito è al lavoro e, tanto per cominciare, annuncia l’incontro avvenuto con le trenta associazioni di volontariato per fare il punto della situazione sui servizi socio sanitari. “Servizi che – ribadisce Rossi – a guardare il sondaggio fatto tra 1.000 cittadini hanno un alto gradimento. Da quelli offerti dagli asili nido a quelli dell’osedale. Non è vero che l’asse è spostato su Foligno, a Spoleto abbiamo saputo conquistare e gestire situazioni di eccellenza che da altre parti ci invidiano. Anche sul tema della sicurezza il dato è estremamente positivo, in controtendenza con quello nazionale e di altre città umbre….nonostante qualche consigliee di centro destra (Bernelli? n.d.r.) sostenga il contrario la città è nel suo insieme tranquilla. Una città solidale, attenta alle esigenze dei più deboli”. E il tiro si sposta sulla grave crisi della Minerva: questo non è il momento delle polemiche, faremo in modo che su questa azienda si accendano i riflettori così come è avvenuto per la Merloni e per questo, oltre al nostro impegno, chiediamo che altrettanto facciano i sindacati e il centro destra”. Una bacchettata la da proprio ai parlamentari del Pdl “che negli anni hanno fatto ben poco per questa città”. Poi l’annuncio della festa invernale del Pd: “durerà un mese e si estenderà a tutte le parti della città. Per questo abbiamo chiesto la partecipazione dei leader del partito, da Franceschini a Bersani, Fassino”. Rossi infine ricorda i valori e i principi del codice etico che si è dato il Pd. Lo può dire forte lui che, a differenza degli ultimi segretari di partito della coalizione che sostiene la Giunta, ha rifiutato qualunque incarico amministrativo pur di svolgere in pieno il suo mandato. E con le mani libere.

La massimosofia – è in gran forma il sindaco, sfodera la migliore ars oratoria e traccia in qualche modo il percorso da seguire nei prossimi anni. “Non è vero che sono un guastafeste, sono solo preoccupato che il processo avviato nove anni fa possa subire un rallentamento. Nei prossimi 7, 8 anni su Spoleto arriveranno più di 100 milioni di euro, frutto dei progetti portati avanti dalla mia amministrazione. Il partito deve crescere, studiare, qualificarsi, diventare una fucina di intelligenze capaci di continuare su questa strada. Dobbiamo lavorare seriamente ad un programma e rimanere uniti…. fare nomi di candidati equivale solo a litigare. Questa città è stata abituata per decenni a litigare, a dividersi, a piangere su se stessa. Nei primi cinque anni di mandato ho persino avuto contro il mio partito perchè le cose stavano cambiando, non avevano compreso la ‘svolta’ che i cittadini volevano avvenisse. E i risultati del sondaggio lo confermano abbondantemente ”. Guarda anche al futuro Brunini, fino ai confini dell’Europa. “E’ in atto un processo di cambiamento delle strategie politiche; ormai si comincia a ragionare su territori più ampi delle singole regioni, ed è per questo che dobbiamo lottare per mantenere le nostre tipicità, per esaltare inostri punti di forza come ad esempio la cultura, l’arte e il turismo che sono le eccellenze della nostra città. E per questo bisogna ritrovarsi nel lavoro della municipalità…il sindaco è di tutti”. Poi parla del suo ruolo e ammette: “son convinto di poter esser ancora utile a questa città, per la mia esperienza politica e amministrativa, forse anche per la mia testardaggine, ma di certo non sono uno che sa stare con le mani in mano…. di andare a zappare l’orticello, come qualcuno ha detto (Di Marco? n.d.r.), non ci sto proprio. Lo facciano altri”.

LE DOMANDE DI TO® A BRUNINI.E’ vero, come Lei sostiene, che Spoleto è stata sempre divisa, ma è anche vero che questo è avvenuto sempre per quei pochi che così riuscivano a mantenere intatto il loro potere. Non a caso quello politico è stato sempre nelle mani della sinistra (o centro sinistra), quello ecoomico in quelle del centro destra. C’è stata quindi, o c’è una questione morale anche a Spoleto?

Credo di no, qui non c’è alcuna questione morale. Si deve però fare in modo che ognuno svolga il proprio ruolo in modo corretto, il politico faccia il politico, l’assicuratore l’assicuratore, il banchiere il banchiere, e così via dicendo. Ogni ruolo deve esser svolto al meglio, in modo libero, professionalmente corretto….più questo avverrà, più la città sarà libera e forte”.

Riguardo al suo prosimo impegno, è più propenso ad un incarico politico o di amministrazione? “questo non lo so, vedremo nei prossimi mesi. So di poter essere ancora utile a questa città, in quale ruolo lo vedremo tutti insieme”.

(Carlo Ceraso)