Veicoli a motore nei sentieri senza divieti, la lettera di 23 sindaci contrari

Veicoli a motore nei sentieri senza divieti, la lettera di 23 sindaci contrari

Redazione

Veicoli a motore nei sentieri senza divieti, la lettera di 23 sindaci contrari

Ven, 05/01/2024 - 12:27

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Gli amministratori di Città di Castello, Spoleto, Assisi, Gubbio, Narni e altri chiedono alla Regione di sospendere la norma

Non hanno soldi per tabellare i sentieri dove, in virtù dell’emendamento presentato dal consigliere regionale Emanuela Puletti ed approvato dal Consiglio regionale, potrà essere consentito transitare con mezzi a motore se non espressamente vietato. Ventitre sindaci umbri amministrati dal centrosinistra giustificano così, in una lettera aperta indirizzata alla governatrice umbra Donatella Tesei, agli assessori, Roberto Morroni e Paola Agabiti, e al presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta, la richiesta si annullare le modifiche alla legge regionale 19 novembre 2011, n. 28.

La lettera dei 23 sindaci

La lettera è firmata dai sindaci di Allerona, Assisi, Baschi, Castel Viscardo, Castiglione del Lago, Città di Castello, Corciano, Costacciaro, Fossato di Vico, Guardea, Gubbio, Montecchio, Monte Santa Maria Tiberina, Montecchio, Narni, Paciano, Pietralunga, San Giustino, San Venanzo, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Spello e Spoleto.

“Appena la suddetta normativa entrerà in vigore, visto che la segnaletica richiesta non è stata posta in opera – – scrivono i 23 sindaci – tutta la viabilità minore dei nostri territori diverrà di fatto percorribile dai veicoli a motore. Per impedire che ciò avvenga, in particolar modo con riferimento alla viabilità principalmente utilizzata dal turismo slow, legato alla sentieristica religiosa e naturalistica che caratterizza la nostra Regione – proseguono i firmatari della lettera – le nostre Amministrazioni dovranno, in tempi estremamente brevi, investire risorse di cui non dispongono per le manutenzioni dei tratti di competenza comunale, nonché dotarsi di tabelle i cui contenuti non sono stati ancora definiti dal legislatore regionale”.

Per questi motivi chiedono di sospendere l’entrata in vigore della nuova norma e di concordare tempi e risorse economiche adeguate “affinché i Comuni non vengano messi in difficoltà per adeguarsi alla nuova normativa”.

“Parliamo di migliaia di tracciati ricadenti nei nostri territori – si legge ancora nella lettera – che solo per essere censiti, al fine di valutare quali mantenere in condizioni di divieto al transito e quali invece da inserire nella disponibilità dei veicoli a motore, richiederanno uno sforzo notevole ai nostri uffici comunali, già stremati e oberati di lavoro soprattutto con riguardo alle progettazioni e alle rendicontazioni Pnrr”.

Bettarelli: audizione in Commissione

A sostegno della richiesta dei 23 sindaci si schiera il consigliere regionale del Pd Michele Bettarelli, che aveva già chiesto una sospensione del provvedimento per avviare un’audizione in
Seconda commissione “con amministratori locali e portatori d’interesse”.

“Come ho già ribadito in Aula e poi a mezzo stampa – ricorda Bettarelli – con l’approvazione dell’emendamento all’atto 1955bis si è liberalizzato, attraverso un vero e proprio blitz, il transito dei veicoli a motore lungo i sentieri, le mulattiere, i viali parafuoco e le piste di esbosco e di servizio ai boschi e pascoli, limitando il divieto alle sole aree in cui vengono esposti cartelli che ne inibiscono l’accesso”.

“Tenuto conto però – precisa il consigliere Dem – che per l’attività di tabellazione la stessa Giunta regionale ha previsto solo 10 mila euro per i prossimi tre anni, è del tutto evidente che si tratta di un provvedimento che comporterà, di fatto, che tutta la viabilità minore potrà essere percorsa dai veicoli a motore, in barba alla salvaguardia del territorio e al valore naturalistico delle nostre aree interne depotenziando in particolare la capacità di attrazione del turismo slow, legato alla sentieristica
religiosa e naturalistica”

Per questo Bettarelli ha chiesto al presidente della Seconda Commissione, Valerio Mancini, di convocare
un’audizione “in cui poter affrontare correttamente tutte le contraddizioni di una norma che è stata approvata senza prevedere alcun livello di partecipazione con gli amministratori locali e con i legittimi portatori d’interesse”.

Il dibattito tra ambientalisti e cacciatori

Prosegue, dunque, il dibattito su una normativa che, da diversi punti di vista, era evidentemente molto sentita. Ad attaccare per primi erano stati gli ambientalisti, che temono danni al territorio. E alcune guide turistiche, che vedono minacciato il cosiddetto turismo lento. Dall’altra parte ci sono i cacciatori, per i quali in questo modo vengono meno le ambiguità che hanno portato nel tempo all’elevazione di multe che poi sono state annullate solo nei tribunali amministrativi. Rivendicando, in realtà, di essere loro le prime sentinelle del territorio, anche attraverso interventi di manutenzione della viabilità secondaria utilizzata comunque in modo saltuario.

Puletti: attacchi strumentali, la procedura di tabellazione non cambia

La proponente dell’emendamento poi approvato da tutto il centrodestra, Manuela Puletti, ha replicato alle critiche spiegando che si tratta di una norma di buonsenso, che elimina le incertezze ed i conseguenti contenziosi, consentendo una fruizione, comunque regolamentata anche a tutela dell’ambiente, di tutto il territorio umbro.

Quanto alla lettera dei sindaci di centrosinistra, Puletti nel pomeriggio ha accusato Bettarelli di strumentalizzare a fini politici un mero problema procedurale che i Comuni conoscono bene, dato che rispetto alle nuove tabellazioni nulla cambia. “Ad oggi diversi sentieri sono già tabellati – spiega l’esponente della Lega – quindi i Comuni sanno già come fare per richiedere altre tabellazioni. Quindi, perché allarmare inutilmente quando si sa già come procedere? Su questo aspetto non è cambiato assolutamente nulla. Con l’emendamento approvato sono solo state aggiunte tre parole alla lettera “b” del comma 3 dell’art.7, togliendo un’incertezza che portava a contestazioni e contenziosi ingiusti e diversi da territorio a territorio. Tutto il resto, tutte le procedure al di fuori di questo articolo, restano come prima”.

“Infine – conclude l’esponente della Lega – vorrei che si riflettesse sull’opportunità che viene data all’Umbria con questo emendamento, che non toglie nulla al cosiddetto turismo lento, ampliando invece le modalità, regolamentate, di fruizione delle nostre campagne e montagne. Il collega Bettarelli andasse a spiegare a tutti i cacciatori di Morra, di Città di Castello, di Gubbio e degli altri centri da lui fomentati che è meglio per loro fare i chilometri a piedi per andare a caccia, anche in età avanzata. Stesso discorso per i cercatori di funghi e tartufi, non certo indicati tra i “devastatori” della natura come invece si vorrebbe far credere. Spiegasse da dove viene questo suo accanimento contro gli enduristi o i cacciatori. Forse, come alcune associazioni ambientaliste, il collega del Pd pensa che gli enduristi siano devastatori dell’ambiente e i cacciatori assassini di animali? Avesse il coraggio di dire a queste categorie che per sua visione politica non è in loro diritto praticare una passione legittima e legale, senza nascondersi dietro il falso allarme di una mera regolamentazione di cui i Comuni già conoscono l’iter procedurale e dove la Regione ha previsto una copertura finanziaria”.

La richiesta delle opposizioni

A fine pomeriggio i consiglieri di minoranza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria (Meloni, Bettarelli, Bori,
Paparelli, De Luca, Fora, Porzi, Bianconi) hanno inviato una nota congiunta in cui si rendono “disponibili a rivalutare l’atto anche attraverso la definizione di un progetto di legge bipartisan che tenga in debita considerazione il grado di compatibilità ambientale e di fruibilità delle singole strade di accesso ai fondi boschivi, agricoli e ai pascoli, a partire da un processo di ricognizione e mappatura dettagliata delle
stesse”.

I consiglieri di opposizione ricordano che sul voto dell’emendamento Puletti per lo più si sono espressi con l’astensione, lamentando la scarsa previsione (10mila euro in tre anni) di fondi per le tabellazioni degli accessi e il mancato coinvolgimento di soggetti interessati.

“Pur non essendo pregiudizialmente contrari a fare chiarezza e semplificare la vita ai cittadini – scrivono ora – rileviamo che si tratta di un atto che è stato approvato frettolosamente senza tenere debitamente conto degli effetti di una norma che non  prevede risorse sufficienti e tempi adeguati per procedere alla
tabellazione dei divieti di accesso alle strade secondarie della nostra regione”.

(notizia in aggiornamento)

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