Se davvero serva una sperimentazione dei varchi elettronici in cui apparentemente non vengono raccolti dati (o quantomeno non vengono forniti, per questo Fratelli d’Italia boccia la giunta e va all’attacco) e dove se c’è il vigile alle porte la gente non entra nonostante la non multa (vanificando così l’esperimento di registrare i flussi) non è dato sapere. Nel mentre, ad Assisi si registra l’ennesimo colpo di scena in tema di viabilità: perché dopo una riunione in cui è emerso che nessuno ha le idee chiare – incluso, a volte, chi dovrebbe regolare il nuovo strumento – l’attivazione dei varchi dopo la sperimentazione iniziata a inizio 2026, verrà rimandata almeno fino a settembre.
Rimane infatti da capire se a settembre (quando finita la stagione estiva arrivano le celebrazioni di San Francesco e a seguire pure San Carlo Acutis, altri due periodi “critici” tanto quanto quelli estivi, e poi in un attimo si è a Natale dove i numeri turistici sono altrettanto consistenti) i varchi verranno davvero attivati o se non verranno rimandati al 2027. Il tutto senza contare che – al netto delle giuste valutazioni – di viabilità e dintorni si discute da 10 anni e non tanto le telecamere, quanto tutte le apparecchiature necessarie per verificare gli accessi sono al momento un “costoso gingillo” per cui la giunta Proietti, predecessora di quella Stoppini, aveva stanziato nel 2018 circa 200.000 euro; apparecchiature al momento “inutilizzate”, se non appunto per sperimentare.
A inizio 2026 varchi elettronici sono stati posizionati a Porta San Giacomo, Largo Properzio, via Porta Perlici, via Marconi (in prossimità del parcheggio Giovanni Paolo II) e via del Turrione. L’obiettivo è disciplinare al meglio gli ingressi nel cuore della città, garantendo sicurezza, ordine pubblico e vivibilità del centro storico. La giunta ha creato tutta una serie di permessi – residenti, ma anche per esempio persone che hanno immobili in centro ma non ci vivono e professionisti vari che per esempio hanno bisogno di entrare e uscire per riparare guasti. Le persone con disabilità, titolari di apposito contrassegno rilasciato dal Comune di Assisi, dovranno comunicare le targhe dei veicoli (massimo due) al fine di poter accedere alla ZTL con il nuovo sistema.
Finora – e fino a settembre – i varchi non verranno utilizzati per l’accertamento automatico delle violazioni, ma per la verifica del corretto funzionamento del sistema, risolvere eventuali criticità e permettere a cittadini e operatori di prendere familiarità con il nuovo sistema, considerata la complessità della messa in opera dello stesso in una città particolare come Assisi, con oltre 140 attività alberghiere ed extralberghiere, 300 attività economiche e in media 5 milioni di turisti e pellegrini l’anno. Ma evidentemente qualcosa è andato storto, anche vista la grande confusione emersa nel corso dell’incontro di martedì.
“Il periodo di prova, iniziato lo scorso 15 gennaio, si sarebbe dovuto concludere il prossimo 15 luglio. Tuttavia – spiega il sindaco Valter Stoppini – l’obiettivo principale di questo cambiamento non è sanzionare, ma migliorare la vivibilità del centro storico, tutelandone la bellezza e garantendo la massima serenità a chi lo abita. Proprio per questo, accogliendo le richieste emerse e in pieno accordo con il Comandante della Polizia Locale, abbiamo preso una decisione importante, il periodo di prova dei varchi elettronici è posticipato fino al 16 settembre 2026. Vogliamo consentire a tutti i residenti e agli aventi diritto di familiarizzare al meglio con le nuove norme. Evitiamo che il passaggio definitivo al nuovo sistema avvenga nel pieno della stagione estiva. Un ringraziamento a tutte le cittadine e i cittadini che hanno partecipato all’incontro per il loro contributo di idee. Cambiare le abitudini richiede tempo – conclude Stoppini – ma insieme stiamo costruendo una Assisi più vivibile, ordinata e accogliente per tutti”.
Ma se l’attivazione dei varchi elettronici è rimandata a settembre, pure la giunta è, se non bocciata, rimandata a settembre dalla minoranza. Oltre all’annunciato ricorso al Tar di Altea, l’associazione degli Alloggi Locazioni Turistiche ed Extralberghiero Assisi, secondo cui il disciplinare dei varchi crea disparità tra condizioni simili (nello specifico tra hotel e tutto il resto delle attività alberghiere), Fratelli d’Italia Assisi segnala l’assenza di “dati certi, analisi dei flussi e report trasparenti sull’efficacia del sistema e sugli effetti per la viabilità e i cittadini. Nulla di tutto questo è stato presentato alla città (o al Consiglio Comunale), trasformando un passaggio tecnico fondamentale in un mero atto formale privo di verifica dei risultati”. Pur riconoscendo che dei varchi c’è bisogno, Serena Morosi e Daniele Martellini propongono ad esempio “l’introduzione di una fascia di tolleranza di 30/60 minuti: un tempo massimo di permanenza che permetta ad esempio a genitori di accompagnare i figli a corsi o eventi culturali o recarsi in centro storico per l’orario d’uscita delle scuole. È fondamentale conciliare il controllo del traffico con le necessità concrete delle Famiglie e delle Associazioni che animano Assisi”.