Vaccini, i sindaci del Trasimeno: velocizzare, disabili tra le priorità

Vaccini, i sindaci del Trasimeno: velocizzare, disabili tra le priorità

Redazione

Vaccini, i sindaci del Trasimeno: velocizzare, disabili tra le priorità

Mer, 24/02/2021 - 16:44

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Vaccini, i sindaci del Trasimeno: velocizzare, disabili tra le priorità

L'appello dell'Unione dei Comuni del Trasimeno affinché i più fragili vengano messi in sicurezza con priorità

Vaccini anti Covid, velocizzare le procedure e dare priorità a chi ha disabilità intellettive. Questo l’appello dei sindaci dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, che si uniscono al presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta.

“La loro salute è spesso più fragile di quella delle altre persone – affermano i sindaci a proposito di chi ha disabilità intellettive – e l’integrazione sociale è fondamentale per non farli regredire rispetto ai progressi acquisiti nella vita. E’ per questo che le persone con disabilità, e in particolare coloro che hanno disfunzioni intellettive, devono avere la priorità nelle vaccinazioni. Un obiettivo, assieme ad una complessiva velocizzazione delle procedure, che mette in sicurezza anche gli operatori che di queste disabilità si occupano e che non possono aver sempre garantita la distanza interpersonale da chi assistono”.

Per Giulio Cherubini, presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, “va assicurata la massima celerità alla campagna vaccinale, garantendo corsie preferenziali per determinate categorie. Tra queste – spiega – è opportuno che vi siano le persone con disabilità intellettiva. Non solo per i rischi di salute più alti, ma per la necessaria integrazione sociale che è l’unico modo per garantire percorsi di autonomia sociale e progresso intellettivo. Dopo un anno di limitazioni e isolamento – aggiunge – si rischia un irreversibile danno rispetto ai miglioramenti ottenuti con anni di lavoro assieme a familiari e operatori. E’ invece necessario – conclude – considerare la disabilità anche nella sua accezione sociale e non solo sanitaria. In questa logica vanno vaccinate tutte le persone con disabilità, perché la disabilità comporta già limitazioni alla socialità, alle relazioni, alla vita”.

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