Utero in affitto, "non poter diventare madri è una malattia": appello alla premier Meloni - Tuttoggi.info

Utero in affitto, “non poter diventare madri è una malattia”: appello alla premier Meloni

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Utero in affitto, “non poter diventare madri è una malattia”: appello alla premier Meloni

Mar, 01/07/2025 - 16:03

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(Adnkronos) – “La nostra presidente del Consiglio torni a pensare al tema dell”utero in affitto’, perché ci sono indicazioni mediche per le quali a mio avviso dovrebbe essere autorizzata” la pratica della maternità surrogata. Antonio Pellicer, presidente e fondatore del gruppo Ivi, lancia questo appello alla premier Giorgia Meloni, da Parigi parlando con i giornalisti in occasione del 41esimo Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre). La sua premessa è che la gestazione per altri non deve diventare un business, ma “se viene risolto questo rischio di commercializzazione”, di mercificazione, lo specialista ritiene che l’utero in affitto vada permesso quando può essere una ‘cura’.  

“Come medico – spiega Pellicer – non riesco a capire perché se io oggi ho una malattia incurabile al cuore possono farmi un trapianto e io posso vivere tutta una vita piena, mentre una donna che nasce senza utero o alla quale l’utero viene tolto perché ha un cancro non può accedere alla pratica dell’utero in affitto. Come se non poter diventare madre non fosse una malattia: lo è, le indicazioni mediche ci sono”, assicura l’esperto.  

“Anche in Spagna, seppur lentamente, si torna a parlare di utero in affitto” e “anche negli Emirati Arabi è autorizzato per motivi medici”, ricorda il ginecologo. Nato a Barcellona, studi a Valencia, Pellicer ha fondato l’Istituto valenziano di infertilità – Ivi nel 1990 ed è fra i massimi esperti internazionali di procreazione medicalmente assistita. Ha scelto di vivere in Italia, uno dei 15 Paesi in cui il gruppo Ivi è oggi presente. 

A chi gli chiede cosa farebbe di quello che resta della legge 40 del 2004, Pellicer risponde che “a dire la verità io non la conosco bene, avendo iniziato a operare in Italia quando la gran parte dei paletti era già caduta”. Cosa resta da fare adesso? “Che la donna single possa diventare madre”, perché questo divieto “per me è una vergogna”, risponde il medico; poi “per me è fondamentale che gli embrioni che le coppie non vogliono utilizzare abbiano un’opportunità di vita”, che possano essere donati e non rimangano abbandonati. Infine, Pellicer auspica che il Governo possa rivedere la sua posizione in materia di maternità surrogata. 

 


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