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Urina su auto carabinieri ma giudice lo assolve, Nevi scrive a Ministro della Giustizia

Un fatto di cronaca avvenuto a Perugia si trasforma in un caso politico di portata nazionale. Un cittadino di origine africana, finito a processo per aver urinato volontariamente su un’auto di pattuglia dei carabinieri, riprendendo l’intera scena con il proprio smartphone, è stato assolto dal giudice.

La decisione del tribunale, che ha derubricato le accuse di danneggiamento e oltraggio a pubblico ufficiale considerandole come fatto di “lieve entità”, ha scatenato l’immediata reazione del deputato umbro Raffaele Nevi (FI). Il parlamentare ha preso carta e penna e ha inviato una formale lettera di protesta al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, chiedendo verifiche sulla vicenda.

La sentenza, assolto per “lieve entità”

I fatti, rimbalzati sulle testate locali, vedevano l’uomo accusato non solo del gesto materiale contro la vettura di servizio dell’Arma, ma anche di aver documentato il tutto con un video, con il chiaro intento di dileggiare le forze dell’ordine. Il giudice ha però ritenuto di non dover condannare l’imputato per i reati penali contestati, disponendo l’assoluzione e applicando unicamente una multa per la violazione amministrativa di ubriachezza molesta.

La lettera a Nordio: “Messaggio profondamente sbagliato”

La decisione della magistratura perugina non è andata giù all’onorevole Nevi, che ha espresso forte preoccupazione per le ricadute sociali di un simile verdetto: “Provvedimenti come questo rischiano di trasmettere un messaggio profondamente sbagliato, inducendo altri a ritenere che simili comportamenti possano rimanere privi di conseguenze”.

Secondo il deputato, “sentenze di questo tipo rischiano di alimentare nell’opinione pubblica un pericoloso senso di impunità e di insicurezza, minando la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato”.

Nella sua missiva al Ministro Nordio, Nevi ha voluto rimarcare la necessità di tutelare l’autorità di chi ogni giorno lavora sulla strada per garantire la sicurezza collettiva. Il parlamentare ha infatti sottolineato l’importanza del rispetto per l’uniforme, che rappresenta lo Stato e ne incarna l’autorità mentre al Guardasigilli è stato chiesto di approfondire il caso sotto il profilo delle valutazioni di competenza del suo ufficio.