I telefoni squillano continuamente alle postazioni del 118 nella nuova centrale operativa allestita in via Enrico dal Pozzo, a Perugia. Un giovane è caduto rovinosamente sull’asfalto dal monopattino; nell’Altotevere un uomo è stato punto da un insetto ed è in shock anafilattico, l’urgenza richiede l’intervento dell’elisoccorso; a Perugia c’è un allarme per un malore in casa; nella zona del Folignate c’è stato un incidente che ha coinvolto più vetture.
Gli operatori e le operatrici infermieristiche che si alternano alle quattro postazioni principali, insieme al responsabile medico, ascoltano le richieste di aiuto, per cercare di capirne la gravità e quindi attivare il mezzo di soccorso più idoneo ed eventualmente rapido, nei casi in cui il rischio richiede la massima urgenza. Un’operazione complessa, per la quale rivolgono domande a chi è all’altro capo del telefono, spesso in uno stato di agitazione. In alcuni casi, forniscono anche indicazioni per cercare di prestare un primo soccorso, in sicurezza, alla persona in difficoltà. In alcuni casi si confrontando tra loro e con il personale medico in quel momento di turno. Ogni decisione va presa in modo rapido, per seguendo il protocollo: in ballo, nei casi più gravi, c’è la vita di una persona.
Alla nuova centrale operativa del 118 dell’Umbria, da poco trasferita dalla sede dell’ospedale di Perugia, assicurano che, fortunatamente, la mattinata non è tra le più complicate. Una mattinata in cui hanno ricevuto la visita della presidente della Regione, Stefania Proietti. “La vita umana di tutti i nostri concittadini può essere salvata nei momenti più gravi” commenta la governatrice, ringraziando uno ad uno gli operatori per il lavoro che svolgono quotidianamente sotto la guida del dr. Borgognoni. Un servizio, quello della sanità dell’emergenza-urgenza, che impiega 12 medici, 55 infermieri, 35 autisti, oltre agli equipaggi delle Usl 1 e 2.
Un lavoro che ora viene coordinato da una sede dedicata, con la sistemazione dei locali ex Umbria Sanità, in via Enrico dal Pozzo, attraverso un investimento di 1,4 milioni di euro che era stato deliberato, ha riconosciuto Proietti, dalla precedente Giunta regionale. Un lavoro che può essere ottimizzato ora anche grazie ad una corretta gestione, distinguendo le chiamate più gravi al 118, da quelle al 116 e al 117 per i casi più lievi. Ed anche attraverso la sinergia con i servizi territoriali: le Case di comunità ed i medici di medicina generale, con cui è stato appena siglato un accordo.
Tra gli operatori con cui la presidente Proietti si è congratulata per il lavoro svolto c’è la giovane dottoressa Giulia Burani, appena arrivata dalle Marche, al suo primo giorno di lavoro in Umbria. Lei ha scelto di svolgere, nell’area medica, un lavoro particolarmente complesso nel servizi di emergenza, che proprio per questo rende spesso difficile reperire medici e infermieri. Un’altra storia, tra le tante che, quotidianamente, si potrebbero raccontare nella sede operativa del 118.