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Un viaggio emozionante nell’universo musicale femminile

Redazione

Un viaggio emozionante nell’universo musicale femminile

Mar, 05/08/2025 - 07:10

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Lunghi applausi ed un acclamato bis hanno decretato il successo de “Il canto delle donne: un secolo di musica e poesia dal jazz al pop”, il recital della cantante siciliana Claudia Aliotta che ha debuttato la scorsa domenica allo Spazio Kossuth di Città della Pieve accompagnata da eccellenti musicisti come il pianista Daniele del Gobbo e il violoncellista Andrea Rellini.

Evento di spicco all’interno della rassegna estiva “Magica è la Pieve”, patrocinata dal Comune di Città della Pieve, in collaborazione con Spazio Kossuth, Libera Università Libuni, Associazione Donne “La Rosa” ed il Festival Internazionale Green Music, il concerto del trio ha proposto al folto pubblico presente un percorso sonoro e poetico sulla canzone d’autore femminile dell’ultimo secolo partendo dal jazz degli anni Trenta sino a toccare il repertorio crossover contemporaneo.

Il programma, ideato e curato da Claudia Aliotta, ha preso il via con lo standard jazz “Willow Weep for me” di Ann Ronnell, fra le poche songwriter di successo dell’ Era dello Swing, ricordata anche come la prima donna autrice di un musical sia per i testi che per le musiche; di seguito è stata la volta della struggente ballad “Good Morning Heartache” di Irene Higginbotham, compositrice afroamericana che al contrario della Ronnell fu presto dimenticata nonostante le sue pregevoli canzoni.

Sulla Higginbotham Claudia Aliotta porta avanti da anni attività di ricerca e di riscoperta del suo repertorio attraverso concerti e mostre dal titolo “Irene Higginbotham – Il volto nascosto del Jazz”.

Con “Four Women” di Nina Simone è stata inaugurata una galleria di ritratti musicali che ha messo in luce la condizione della donna toccando tematiche come lo sfruttamento, la discriminazione e la violenza come evidenziato anche dalla declamazione del testo in italiano prima dell’esecuzione del brano interpretato in modo intenso e grintoso dalla cantante e dai suoi musicisti.

“Magdalene Laundries” di Joni Mitchell ha ricordata invece la tragica condizione delle ragazze irlandesi rinchiuse negli istituti religiosi perché ribelli, violentate o incinta, respinte dalla società e abbandonate dalle loro famiglie.

Soprattutto in questo e nei successivi brani la profondità espressiva della cantante si è fusa con i poetici suoni del violoncello di Andrea Rellini, compositore umbro di grande spessore ed interprete ecclettico, che oltre a mettersi in luce nelle improvvisazioni ha diversificato magistralmente i suoi interventi incarnando a seconda dei casi uno struggente tocco lirico e una pulsante energia ritmica.

Di grande spessore il supporto armonico e melodico fornito dall’accompagnamento di Daniele Del Gobbo, arricchito da un approccio personale, ma sempre in linea con lo stile dei vari generi musicali.

Il pianista marchigiano, fra i migliori giovani talenti del panorama nazionale, ha saputo spaziare dal jazz al pop con disinvoltura, brillando sia nei “solo” che nell’approccio con cui ha trattato materiali sonori così diversi, dimostrando una grande maturità sia tecnica che musicale.

In “Why” di Annie Lennox, Claudia Aliotta ha sfoggiato oltre ad una grande sensibilità, un tocco personale nell’improvvisazione a chiusura del brano, che come il successivo “Turning Tables” di Adele era incentrato su varie problematiche di coppia dall’incomunicabilità alla violenza verbale.

La suggestiva esplorazione dell’universo musicale femminile attraverso le voci più rappresentative del panorama internazionale si è concluso con “Broken Sleep” della danese Agnes Obel, artista danese che ha saputo coniugare in modo egregio classica, pop e sperimentazione.

La cantante Claudia Aliotta, coinvolgente ed accattivante nel suo modo di comunicare, trascinante nelle interpretazioni dei brani, ha vinto la sfida di affrontare stili diversi esprimendosi al meglio con una vocalità incisiva ed elegante allo stesso tempo con la quale ha messo in evidenza una vasta gamma di sfumature espressive sia nei toni caldi del registro grave che nei suoni limpidi ed eterei di quello acuto.

Il concerto, che ha regalato momenti emozionanti e suggestivi, si è concluso con la prima esecuzione di tre inediti della cantante, la struggente “Come Again Christmas”, la tenera “Lullaby” dal gusto neoclassico e la bossa lenta “And you are here”, raffinato brano jazz che insieme ai precedenti ha raccolto sincero apprezzamento da parte dei presenti.

Il progetto della cantante ha saputo valorizzare la memoria musicale femminile e offrire al pubblico un viaggio appassionante tra generi e linguaggi espressivi diversi.


Luogo: Spazio Kossuth, Via Vannucci, 34, CITTA’ DELLA PIEVE, PERUGIA, UMBRIA

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