Samer Kassem, pittore di origine Siriana, è un noto cardiochirurgo Milanese. Come Modigliani ebbe l’ambizione di ricercar fortuna trasferendosi a Parigi, anche Kassem emigrò a Milano, ed il suo nome, nel giro di pochi anni, si affermò ben presto nel campo della cardiochirurgia, grazie a quel bagaglio fatto di conoscenza ed esperienza, portato con sé dalla sua terra natia. Kassem, dimostra immediatamente le sue straordinarie capacità, cimentandosi in interventi di difficilissima portata. La sua genialità, si manifesta in tecniche nuove, legate alla valvola mitralica, che ben presto, volano con lui oltre confine, proprio in quella stessa Parigi toccata da Amedeo Modigliani, e che impone il nome di Kassem nel panorama cardiochirurgico internazionale.
Eppure, nonostante ciò, in numerosi dipinti di questo artista, il senso di inadeguatezza e di non appartenenza è costante ed arriva dritto come un pugno allo stomaco. Catene che cingono il collo, figure umane intrappolate in morse di ipocrisia ed arroganza, deludono ben presto le aspettative di chi, nella professione mette il cuore e fanno da cornice ad una vita scandita tra la sala operatoria ed un impegno non meno difficile, quello di essere padre ed unico genitore.
Ma Kassem non demorde, ed il suo pensiero, nonostante tutto e nonostante tutti, va dritto in una sola direzione, i suoi piedi sono fuori da quell’opprimente involucro, come se fossero pronti a liberarsi ed a correre in luoghi incantati, paesaggi brillanti e ricchi di sole, dove la mente, finalmente, troverà pace.