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Liste d’attesa in Umbria, cosa è migliorato e le criticità che rimangono

Il ministro della Salute Schillaci lo scorso 20 aprile ha dichiarato che ‘le liste di attesa per la prima volta da 20 anni si riducono’ citando l’Umbria tra le regioni più virtuose. Lo stesso, in un’intervista su La Stampa cita dati inediti della piattaforma nazionale di Agenas che ha analizzato 50 milioni di prenotazioni e che saranno resi pubblici a maggio. Il raffronto dei dati è quello tra il primo bimestre del 2025 e quello del 2026 e riguarda gli esami diagnostici e le visite specialistiche.

Proietti: Sistema sanitario in trasformazione”

I miglioramenti ottenuti e le strategie di intervento tecnico-politico per superare le criticità delle liste d’attesa in Umbria stanno avendo impatto positivo attestato da Agenas e a breve confrontabile anche con i dati delle altre Regioni. “L’impegno di questa amministrazione per garantire il diritto alla salute dei cittadini prosegue con la massima trasparenza e determinazione. L’analisi dei dati relativi alla percentuale dei tempi di attesa tra i primi mesi del 2025 e del 2026 effettuata da Agenas ci restituisce la fotografia di un sistema sanitario in trasformazione, con risultati positivi e miglioramenti significativi, ma anche con specifiche sfide che stiamo già affrontando” ha sottolineato la presidente della Regione Stefania Proietti che ha mantenuto le deleghe e responsabilità sulla sanità in Umbria. 

I settori migliorati

Per quanto riguarda le prime visite, è aumentata la tempestività delle performance in settori cruciali quali la Neurologia (dal 60,8% al 72,8%), l’Otorinolaringoiatria (dal 68,8% all’86,4%) e l’Oculistica (dal 39,2% al 55,3%). Anche sugli esami diagnostici ad alta complessità vi sono stati miglioramenti. I tempi rispettati per la risonanza magnetica (RM) all’addome sono passati dal 58,2% all’85,8% e quelli per la RM encefalo e colonna dal 57,7% all’82,1%. I dati evidenziano gli aspetti positivi di alcuni presidi ospedalieri e territoriali. Presso l’Usl Umbria 2, i tempi rispettati per la prima visita pneumologica sono raddoppiati (dal 37,4% al 79,4%) e quelli per la visita cardiologica sono saliti all’88,5%. L’azienda ospedaliera S. Maria di Terni ha avuto miglioramenti sulla salute femminile: i tempi rispettati per le mammografie sono passati dal 28,1% ad un ottimo 97,2%, e quelli per l’ecografia della mammella dal 12,7% al 97,7%. Anche l’azienda ospedaliera di Perugia ha registrato ottimi progressi sulle mammografie (dal 56,3% al 90,2%).     

Le criticità

Le criticità che emergono riguardano i tempi delle visite di medicina fisica e riabilitazione (scese dal 76,3% al 62,4%) e nelle visite urologiche (dal 71,7% al 59,5%). Anche gli esami vascolari come l’ecocolordoppler (arti e tronchi sovraortici) hanno subito ritardi generalizzati. Alcune aree restano più critiche come ad esempio le colonscopie. L’assessorato, di concerto con le direzioni sanitarie, ha già predisposto le seguenti strategie di intervento tecnico-politico: 
– Task-force diagnostica mirata con un piano di recupero immediato del pregresso ancora inevaso per riuscire ad avere solo prestazioni in tempi utili.
– Riorganizzazione delle agende specialistiche per arginare le liste d’attesa ottimizzando il carico tra i vari distretti sanitari.   
– Condivisione delle best-practice: i dati dicono che le soluzioni esistono. I modelli virtuosi applicati per alcune prestazioni e in alcune aree verranno esportati e implementati con rigore tecnico anche nelle strutture che oggi mostrano maggiore sofferenza. 
– Appropriatezza prescrittiva: l’impegno è governare la domanda e per le prestazioni con tempi di attesa più critici sono stati istituiti dei team multidisciplinari per strutturare percorsi di appropriatezza prescrittiva da condividere e diffondere fra prescrittori ed erogatori.