L’Umbria non ha strutture Rems, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza destinate ad accogliere detenuti con problemi psichiatrici. In questo quadro l’avvocato Giuseppe Caforio, garante dei detenuti della Regione sentito dall’Ansa ha spiegato il collasso di una situazione ormai insostenibile.
Dopo l’appello della madre di una ragazza reclusa a Spoleto riemerge con forza il dibattito. L’avvocato Caforio ha spiegato che nelle carceri umbre ci sono “molte persone con dichiarazioni di incompatibilità con il sistema carcerario che potrebbero andare in Rems o in altre strutture ospedaliere ma che per mancanza di disponibilità e di risorse vengono lasciate nelle celle”. Ma qui “creano enormi problemi con gli altri detenuti ed impegnano le forze di polizia penitenziaria oltre misura”.
“Sono queste situazioni ad alimentare le problematiche carcerarie di questo momento” ha concluso l’avvocato Caforio facendo riferimento alla rivolta guidata da due detenuti nel carcere di Sabbione di Terni, nel quale sono reclusi 592 detenuti a fronte di una capienza massima di 430.