Umbria Jazz, Simona Molinari e Dee Dee Bridgewater nella serata delle grandi interpreti al femminile - Tuttoggi.info

Umbria Jazz, Simona Molinari e Dee Dee Bridgewater nella serata delle grandi interpreti al femminile

Redazione

Umbria Jazz, Simona Molinari e Dee Dee Bridgewater nella serata delle grandi interpreti al femminile

Gio, 11/07/2013 - 12:09

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Carlo Vantaggioli,
E’ inusuale, ma vorremmo aprire il nostro quotidiano appuntamento su Umbria Jazz 2013, con una dedica speciale al chitarrista Franco Cerri. Questo strepitoso artista 87enne, conosciuto per anni come “l’Uomo in ammollo” per via di una famosa pubblicità, ieri sera (10 luglio ndr.) si è preso il più bello, lungo, caloroso e commovente applauso della platea del Santa Giuliana mai sentito fino ad ora. Alto, elegante in giacca e cravatta, in pienissima forma e dalla classe intatta, Cerri per ringraziare tutti, mentre era immobile, quasi impietrito per l'omaggio del pubblico, ha flautato con un filo di voce, “Grazie, stanotte non dormo. Siete un pubblico molto dolce”. E non c’è altro da aggiungere!
La serata dell’Arena Santa Giuliana era dedicata alle interpreti al femminile, viste da latitudini e generi differenti. Simona Molinari ed il suo electro-swing, e Dee Dee Bridgewater con Ramsey Lewis per la migliore musica pop-americana riarrangiata in chiave soul, funk e jazz.

Simona Molinari è quello che si potrebbe definire un “Tipino fino”. Voce modulata e squillante, capacissima di estensioni e scale a gogo, tecnicamente ben impostata, fa godere al pubblico dell’Arena la migliora ora possibile di concerto presentando, con il suo storico gruppo La Mosca Jazz Band, il nuovo progetto de La Felicità in Tour.
Il concerto ha un filo conduttore che è la trasformazione dello swing da come lo suonava e cantava Natalino Otto (al secolo Natale Codognotto da Cogoleto), fino ad arrivare al “Frankenstein” made in Simona Molinari dell’electro-swing. E’ come una grande pentola di minestrone, più verdure ci metti e più e buono. Talmente buono, l’electro-swing molinaresco che si può anche fare a meno di riconoscere qualche dettaglio, consapevolmente o no. “Tipino fino”-Molinari ha l’appeal giusto anche per essere “maestrina” quando spiega al pubblico l’evoluzione dello swing dalle origini fino alla trasmutazione genetica di Psy (quello di Gangnam Style ndr.), tanto convincente, che qualcuno vicino a noi bisbiglia “Però… con la bacchetta in mano ce la vedo”. Ma quello è un gusto particolare che con la musica non ha a che fare.

Il concerto però è convincente e l’artista è davvero sorprendente, come quando si butta sul classico Que serà serà, riarrangiato magistralmente in una beguine, o canta Amore a prima vista, già eseguita con Ornella Vanoni, anche questa trasformata in una samba.
Ma l’angolo prezioso di Simona Molinari, il suo giardino segreto, è quando entra in scena Franco Cerri e con intimità “bollente” canta Tua. La cronaca ricorda la famosa censura alla cantante Jula De Palma che la presentò a San Remo nel 1959, interpretandola, secondo i censori, in modo troppo realistico e sensuale.
La Molinari invece la canta con passione a 360°, merito anche del M°Franco Cerri che indica all’artista la via più sicura ed il tono adatto per far capire ciò che c’è da capire.
Una interprete poliedrica e di carattere, che ha un folto pubblico di estimatori e a cui la platea di Perugia riserva una calda accoglienza, segno dunque che il “Tipino fino” è del “Giro”.

Chi non è mai uscita dal “Giro”, anzi il giro ha contribuito a fondarlo, è la indiavolata Dee Dee Bridgewater. Lei c’era nel 1973, quando nacque Umbria Jazz (aveva 23 anni ndr.), ed è tornata un sacco di altre volte, come si fa quando di tanto in tanto si torna a trovare i parenti stretti. Ogni volta con un novo progetto ed ogni volta con la stessa intatta potenza vocale e con la assoluta capacità magnetica di chi sa dove portare il pubblico durante il concerto.
Tale e quale alla serata di ieri all’Arena, quando con un set di gioielli contundenti, tutta vestita di un bel rosso squillante, con il tacco 12, si è presentata sul palcoscenico con l’interessante progetto messo a punto con il compositore e pianista Ramsey Lewis, dal titolo The Soul of Jazz.
I due sono la sintesi perfetta di cosa possa essere una cantane per un compositore e viceversa.
La Bridgewater è in grado di affrontare vocalmente qualunque tipo o genere di musica, da vera interprete di razza, e giusto per far capire chi comanda, il pezzo con cui entra in scena è una versione scat di On Broadway, non proprio una passeggiata. Da li in poi è un crescendo di capacità vocale seguita dai bravissimi musicisti del gruppo di Lewis. Una passeggiata attraverso la migliore musica popolare americana, alla maniera di Dee Dee e Ramsey.
Molti i brani di Stevie Wonder come I Can’t Help You e Save Your Love for Me, ma anche di autori come Michael Franks, Harry Connick Jr. o Gilbert Moses.
In questo percorso, il ruolo di navigatore lo prende per merito Ramsey Lewis. Giusto per capirci, Lewis ha vinto 3 Grammy e ricevuto 7 Dischi d’Oro nella sua carriera, fatta di 80 album. E' stato anche un grande intrattenitore radiofonico e televisivo con la serie americana Legends of Jazz. E particolare non di poco conto, ha tenuto a battesimo nel suo gruppo musicale alla fine degli anni’60, Maurice White, il fondatore degli Earth Wind & Fire. E si sente molto anche a Perugia il perché della musica degli Earth W&F, proprio ascoltando gli arrangiamenti dei pezzi suonati da Lewis. C’è dentro tutta la sonorità del funk, del soul e del pop di quegli anni.
Ora, se nel frattempo la Dee Dee Bridgewater non ce la arrestano per porto abusivo di gioiello contundente, la speranza è di rivederla quanto prima a Perugia con un nuovo progetto, sicuri che lei è “una di noi”.

Presente in platea ieri sera anche il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, musicista oltre che politico. O viceversa!

Stasera intanto, Wynton Marsalis e Gregory Porter.

Riproduzione riservata

Foto: Carlo Vantaggioli


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