“Umbria Incoming chiude e manda a casa i suoi dipendenti, nel silenzio dei sindacati e delle istituzioni locali che, contravvenendo alle promesse fatte per mesi, non si preoccupano adesso di salvaguardare insieme aziende e i posti di lavoro”. L’intervento è del capogruppo An-Pdl, Franco Zaffini che, appresa la notizia dell’imminente licenziamento dei dieci dipendenti di Umbria Incoming, ricorda di aver già sollevato il problema lo scorso novembre.
“La dismissione della Umbria Incoming, società partecipata dall’Apm, che si occupava di promozione turistica e organizzazione di eventi, rientra nel programma di costituzione della holding regionale dei trasporti –spiega Zaffini- che però, al contrario di quanto sta avvenendo, prevedeva un ricollocamento delle società non strumentali al tpl e dei suoi lavoratori attraverso alienazione o trasferimento a un nuovo soggetto giuridico”.
L’esponente del Pdl rende noto che dal 1 gennaio a tutti gli impiegati verrà confermata la cassa integrazione, mentre a nessuno dei collaboratori a progetto sarà rinnovato il contratto.
“Non esistono, ad oggi, piani di liquidazione alternativi –continua Zaffini – per il salvataggio di Umbria Incoming o per la sua riconversione, mentre esistono numerose altre società partecipate da Apm e dalle altre aziende trasportistiche che non sono strumentali al trasporto pubblico locale e rischiano di fare la stessa fine della società di promozione turistica. Oggi sono dieci le famiglie lasciate in mezzo ad una strada, domani potrebbero essere centinaia di più se per la costituzione della holding dei trasporti non si cambia modus operandi”.
“Un bel regalo di Natale per i lavoratori che nella strenna aziendale ci hanno trovato la lettera di fine rapporto – conclude Zaffini – mentre istituzioni e sindacati tacciono, forse perché già impegnati con il panettone!”