Umbri alle prese con i calcoli relativi alle nuove aliquote Irpef per lavoratori dipendenti e pensionati decise dall’amministrazione regionale e scattate già dalla metà dello scorso anno. Addizionale che, al netto del “bonus” di 150 euro introdotto per attenuare la misura dopo il confronto con i sindacati, aumenta per i redditi sopra 28mila euro e soprattutto per la fascia sopra i 50mila euro, per la quale non sono previsti bonus.
Per il ceto medio, per effetto della manovra umbra, sarà in pratica annullata la riduzione di 2 punti percentuali dell’aliquota inserita nella Legge di bilancio nazionale (per la fascia tra 28mila e 50mila euro).. Secondo le simulazioni fatte dalla stessa Giunta regionale, per un redditi da 30mila l’aumento dell’Irpef sarà di 196 euro all’anno, per uno da 40mila sarà di 385 euro, per uno da 45mila euro sarà di 479 euro l’anno e per uno da 50mila euro sarà di 574 euro l’anno. Questo, ovviamente, al netto della riduzione dell’aliquota nazionale sotto a 50mila euro.
Per contro, la presidente Stefania Proietti ha ribadito più volte che due terzi di chi in Umbria ha un reddito vedrà una riduzione dell’imposta.
Una manovra, quella umbra, che comunque, nel complesso, porta ad un aumento delle imposte per gli umbri per 184 milioni di euro nel triennio. E che l’amministrazione regionale, come spiegato dalla governatrice Proietti nella conferenza stampa di fine anno, è pronta eventualmente a rivedere, ma dopo la valutazione degli effetti socio-economici fatta nel triennio.
Dal primo gennaio 2026, poi, è scattato l’aumento dell’Irap ((Imposta Regionale sulle Attività Produttive) passata dal 3,90% al 4,30%.