Umbertide, sindaco Locchi revoca deleghe agli assessori Montanucci e Violini

Umbertide, sindaco Locchi revoca deleghe agli assessori Montanucci e Violini

Ufficiale il clamoroso “rimpasto” di giunta, “Rapporto di fiducia venuto meno, clima non era sereno. Azione indispensabile per rafforzare operato Amministrazione”

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Questa mattina ho firmato l’atto di revoca delle deleghe agli Assessori Cinzia Montanucci e Raffaela Violini

Ad annunciarlo, pochi minuti fa, è stato il sindaco di Umbertide Marco Locchi, che di fatto fa sparire dalla giunta le ultime due “superstiti” del Pd vicino all’onorevole Giampiero Giulietti (spesso poco concordi con le vedute del primo cittadino), continuando con i democratici a lui “fedeli”. “Una decisione sofferta, non certo facile, soprattutto sul piano umano e in considerazione del lungo percorso condiviso insieme – ha detto Locchi – Un rapporto di fiducia, che sta alla base della nomina assessorile, che è venuto meno nel corso del tempo e che ha portato ad un clima in giunta non sereno.

Ritengo anche che chi ricopre il ruolo di assessore debba sostenere totalmente l’operato della Amministrazione, anche se questo potrebbe comportare prese di posizione difficili

Un vero e proprio “rimpasto” prenatalizio, dunque, resosi necessario e “indispensabile per rafforzare l’operato dell’Amministrazione“, ha aggiunto Locchi, ma soprattutto anche per poter raggiungere, entro il 2018, i tanti obiettivi prefissi a inizio legislatura: tra questi la definitiva sistemazione dell’Ex tabacchi, il recupero dell’area ex-draga e costruzione Serra disabili, l’ampliamento del cimitero del capoluogo e di Pierantonio e la sistemazione del complesso ex fornace con successiva apertura della fase di vendita e affitto degli appartamenti. “A breve – conclude il primo cittadinoprovvederò a riorganizzare la compagine di giunta nominando nuovi assessori e ridistribuendo le deleghe (Istruzione e Cultura, rispettivamente di Montanucci e Violini, ndr)“.

Ora, però, con questo ribaltone in Comune, si potrebbe aprire anche un altro scenario: visto infatti che per approvare una eventuale mozione di sfiducia (che Pd e opposizioni possono presentare) bastano appena 6 consiglieri (due quinti dell’assemblea), lo spettro del commissariamento si farebbe sempre più concreto. Anche se non è detto che i democratici rimasti continuino ad appoggiare Locchi nonostante il clamoroso rimpasto.

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