Ucraina, incontro Putin-Zelensky sempre più lontano. Lavrov: "Mancano i contenuti" - Tuttoggi.info

Ucraina, incontro Putin-Zelensky sempre più lontano. Lavrov: “Mancano i contenuti”

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Ucraina, incontro Putin-Zelensky sempre più lontano. Lavrov: “Mancano i contenuti”

Lun, 25/08/2025 - 01:03

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(Adnkronos) – Volodymyr Zelensky nel giorno della festa dell’Indipendenza Ucraina lega la nascita dello Stato che 34 anni fa si staccò dal dominio sovietico di Mosca alla resistenza di oggi contro l’invasione della Russia tornando a chiedere una “pace giusta” senza “la vergogna del compromesso”. Nessuna concessione quindi al Cremlino: “Ciò che sarà del nostro futuro dipende solo da noi” ed “è solo questione di tempo prima che l’Ucraina possa riunire le sue terre occupate con il resto del Paese”, afferma Zelensky davanti all’inviato di Trump, Keith Kellogg, volato a Kiev per le celebrazioni. 

Ma da Washington il presidente Usa in una lettera inviata a Zelensky torna a chiedere di porre fine a quella che definisce una “carneficina senza senso” anche se i passi avanti che sembravano esserci stati a Washington per il negoziato tra Ucraina e Russia sembrano arenarsi con il vertice tra Putin e Zelensky per ora sfumato. 

A ribadire il no all’incontro, attribuendo la responsabilità dello stallo al presidente Zelensky, è il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov: il presidente russo Vladimir Putin “è pronto a incontrare” l’omologo ucraino “a condizione che questo vertice abbia davvero contenuti sostanziali” e che un programma di lavoro in tal senso “sia pronto. E al momento non lo è affatto”, dice in un’intervista all’emittente statunitense Nbc. 

Dopo l’incontro tra Putin e Trump in Alaska, quest’ultimo “ha proposto diversi punti che noi condividiamo, e su alcuni di essi abbiamo accettato di mostrare un po’ di flessibilità”, sottolinea Lavrov. Dopodiché, quando Trump “ha portato questi punti al vertice a Washington, con Zelensky presente e affiancato dai suoi sponsor europei, ha chiaramente indicato, a tutti e in modo inequivocabile, che ci sono alcuni principi che Washington ritiene imprescindibili. Tra questi, niente adesione alla Nato e la discussione delle questioni territoriali. E Zelensky ha detto no a tutto. Ha perfino detto no all’abrogazione delle leggi che vietano l’uso della lingua russa. Come possiamo incontrare una persona che finge di essere un leader?”. 

Tuttavia il vicepresidente Usa JD Vance, lo stesso che aveva raccomandato a Zelensky di “comportarsi bene”, resta ottimista sulla possibilità di negoziare una soluzione diplomatica sottolineando i progressi compiuti dopo l’incontro in Alaska. “Penso che i russi abbiano fatto concessioni significative al presidente Trump per la prima volta in tre anni e mezzo di questo conflitto. Sono stati effettivamente disposti a essere flessibili su alcune delle loro richieste principali. Hanno parlato di cosa sarebbe necessario per porre fine alla guerra”. Secondo Vance, queste concessioni dimostrano che “siamo sulla strada giusta per trovare un accordo, perché questa guerra non è nell’interesse di nessuno, né dell’Europa né degli Stati Uniti”. 

Per quanto riguarda le garanzie di sicurezza Vance fa sapere che non se ne parlerà “fino a quando la guerra non sarà terminata. E, naturalmente, i russi faranno parte della conversazione su come porre fine a questa guerra. Quindi, naturalmente, avranno un certo ruolo in questo”. Secondo Vance, il coinvolgimento di Mosca sarà limitato e subordinato alla conclusione del conflitto, mentre l’Ucraina potrà contare sulle garanzie di sicurezza concordate con gli alleati occidentali. 

Vance ha inoltre chiarito il ruolo degli Stati Uniti: “Il presidente è stato molto chiaro: non ci saranno truppe a terra in Ucraina. Ma continueremo a svolgere un ruolo attivo nel cercare di garantire che gli ucraini abbiano le garanzie di sicurezza e la fiducia necessarie per fermare la guerra dalla loro parte e che i russi sentano di poter portare la guerra a una conclusione dalla loro parte”. Il vicepresidente ha definito essenziale la combinazione di pressione diplomatica ed economica, affermando che “c’è ancora molto spazio per la negoziazione”, e che la determinazione finale per fermare il conflitto dipenderà dalla capacità di Ucraina e Russia di trovare un terreno comune. 

 

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