E' stato un Capodanno con la “ripresina” per gli albergatori umbri. Lo afferma una nota di Federalberghi-Confommercio della provincia di Perugia dopo una ricerca effettuata su un campione di operatori di Perugia, Trasimeno, Assisi, Foligno, Spoleto, Orvieto, Gubbio, Todi e Valnerina.
Nello spoletino la situazione è analoga a quella riscontrata nella nota di Federalberghi-Confcommercio ma, nel suo quadro più generale, le prospettive sembrano essere tutt'altro che rosee.
“La notte di San Silvestro è stata proficua, come del resto lo è sempre stata, ma il problema è un altro e riguarda soprattutto i periodi lontani dalle feste- sostiene il Presidente del ConSpoleto (consorzio degli operatori turistici della città del Festival) Tommaso Barbanera- gli albergatori non vivono solo per le feste o per i ponti. Bisogna lavorare sulla continuità, portare il turismo a Spoleto anche in altre occasioni sfruttando gli spazi e le attrattive che la città ha da offrire.”
Della stessa opinione anche Antonella Bay, responsabile locale di Federalberghi-Confcommercio. “E' un momento disastroso in cui gli effetti della crisi globale si incastrano perfettamente con una fase regressiva del turismo spoletino, inoltre non c'è continuità nella proposizione di eventi che talvolta vengono anche mal pubblicizzati. Insomma se il Capodanno appena passato rappresenta una boccata d'ossigeno per gli albergatori allora non è stata una boccata tanto rigenerante.”
Anche se i numeri parlano di un Capodanno in ripresa, molti di più i pernottamenti nella città ducale, in termini di guadagni la cosa non è poi così splendida: “Siamo stati costretti ad abbassare i prezzi per far fronte alla crisi che, inevitabilmente, porta la clientela a ridurre le spese”, ammette la Bay.
Insomma il momento è piuttosto delicato per gli albergatori di Spoleto, i quali pur registrando un miglioramento nei numeri, al pari non hanno potuto notare un'inversione di tendenza rispetto al cattivo andamento generale del turismo che ha caratterizzato l'anno appena conclusosi.
Sulle cause nessun pronunciamento degli attori principali. Ma forse non è questo il momento. Magari dopo S. Valentino, sempre che ormai non ci si sia rassegnati al fato.
(d.a.)