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Trump versus Powell, il lungo duello tra tycoon e banchiere

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Trump versus Powell, il lungo duello tra tycoon e banchiere

Lun, 12/01/2026 - 19:03

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(Adnkronos) – L’indagine penale contro Jerome Powell per la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede storica della Federal Reserve è l’ultimo passo del duro scontro con Donald Trump e dei suoi tentativi di ingerenza nelle scelte di politica monetaria.  

Laurea a Princeton ma niente master, già sottosegretario al Tesoro con Bush senior, il presidente Fed arriva alla carica di banchiere centrale il 5 febbraio 2018 (giusto un giorno dopo il suo compleanno il 4 febbraio). Oggi 72enne, scelto dallo stesso Trump al suo primo mandato per sostituire con un repubblicano l’iron lady Janet Yellen. Oggetto degli strali di Trump al suo ritorno alla Casa Bianca, Powell potrebbe dimettersi prima della scadenza del mandato a maggio sotto la pressione dei detrattori.  

Il lungo duello con Trump, con tanto di insulti dal tycoon, va in scena da tempo con il presidente Usa che spinge per tagliare tassi e il banchiere che si muove con la prudenza di chi si fa guidare solo dai dati dell’inflazione e della disoccupazione. Lunga la serie di nomignoli irrisori affibbiatigli da Trump: mister ‘troppo tardi’; ‘stupido’. Ogni diniego di Powell era seguito da un’ondata di improperi di Trump.  

In passato altri presidenti si sono già lamentati delle decisioni sui tassi di interesse: si racconta che Lyndon Johnson avrebbe spinto contro un muro l’allora presidente della Fed William McChesney Martin. Tuttavia, l’indipendenza della banca centrale dalla Casa Bianca è stata per decenni un principio fondamentale della politica economica. Principio che oggi sembra scricchiolare. 

Ad ogni modo o Powell si dimetterà o qualsiasi tentativo di ‘licenziarlo’ finirebbe probabilmente in tribunale, dove sono già state contestate le iniziative di Trump volte a rimuovere Lisa Cook dalla carica di governatore della Fed. La Corte Suprema è pronta a esaminare alla fine del mese le argomentazioni relative alla portata del potere del presidente di licenziare i funzionari della Fed. 

Ma, secondo il Wsj, “le conseguenze andranno oltre Powell. Domenica alcuni investitori hanno reagito alla notizia con shock, chiedendosi come un eventuale successore possa essere considerato indipendente se sfidare il presidente potrebbe portare a un’indagine penale”. Il prossimo presidente della Fed sarà confermato in questo clima. “Chiunque esso sia dovrà affrontare un’audizione in cui i senatori e i mercati – conclude il Wsj – porranno una domanda che prima di domenica sera non esisteva: questa persona rischierebbe un procedimento penale per svolgere il lavoro come ha fatto Powell?”. 

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