Non si sarebbe limitata ai soli libretti di risparmio postale l’impiegata folignate di Poste Italiane accusata di essere la responsabile dell’ammanco di 350mila euro – che ormai, in realtà, arriverebbe a superare i 400mila euro – dai conti di alcuni pensionati delle frazioni montane di Pale, Casenove e Verchiano. La presunta truffatrice avrebbe infatti decurtato il denaro anche grazie all’utilizzo di “falsi” buoni fruttiferi postali. Al momento, tra le nove denunce arrivate alla Stazione dei Carabinieri di Colfiorito diretta dal comandante Fedele Migliardi, proprio ieri è arrivato il racconto del primo caso di truffa tramite l’emissione del titolo a rendimento fisso e garantito. Un cliente, convinto di avere tra le mani un buono fruttifero, infatti, è stato in realtà decurtato dalla donna di ben 60mila euro.
Al contrario di quanto affermerebbe il difensore di N. T., l’avvocato David Zaganelli, i libretti sottratti dei risparmi non sarebbero dunque solo sette, ma almeno nove. E la cifra potrebbe presto aumentare.
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