La Società di Sant' Antonio Abate, il santo considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati ed anche detto il santo del fuoco, festeggia domenica 22 gennaio 2012 100 anni di vita.
Sant'Antonio Abate è invocato come Patrono dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici. Il Santo è venerato anche come potente taumaturgo capace di guarire malattie molto gravi. Solitamente è raffigurato con vicino un maiale con al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del Santo. La tradizione deriva dal fatto che l'ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all'interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant'Antonio (virus che si manifesta con una malattia della pelle). I maiali erano mantenuti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella. Con questa iconografia il Santo è anche raffigurato nelle Chiesa sottostante il complesso monunentale di San Francesco a Monteleone di Spoleto, nella cripta della chiesa appunto di Sant’Antonio.
La Comunità di Trivio, frazione di Monteleone , si è preparata per festeggiare i 100 anni dell’anniversario della nascita della Società di Sant’Antonio Abate. Il paese, a forte vocazione rurale, celebra il Santo con un rito che si ripete da 100 anni sempre allo stesso modo. La Società ha un suo Statuto e regole per la sua vita molto rigorose. Il Presidente della Società insieme al Consiglio ed alla Proloco locale hanno aperto la giornata con la sfilata degli animali per la Lotteria che si è tenuta prima del pranzo sociale con in palio 10 animali.
Disposto poi il ritiro delle Agnelle per l’asta pubblica, che è un momento della festa davvero molto particolare. Le agnelle, custodite in un recinto all’aperto, devono essere fattrici di qualità e l’offerta degli interessati a rialzo andrà a costituire un fondo che servirà a finanziare lavori utili alla collettività di Trivio. Alla festa non potevano mancare La Banda Carlo Innocenzi, che ha sfilato per le vie del paese e la Santa Messa solenne con la benedizione rivolta anche agli animali con l’invocazione del Santo Protettore. Il pranzo sociale sotto il grande tendone allestito per la particolare occasione del centenario ha rappresentato il corollario di una festa che celebra la solidarietà del mondo rurale, dove gli animali e l’ambiente ricevono dall’uomo un grande rispetto.