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Treofan Terni, sindacati “Situazione critica, aspettiamo tavolo al Mise”

Redazione

Treofan Terni, sindacati “Situazione critica, aspettiamo tavolo al Mise”

Ordini stagnanti, stabilimenti fermi, produzione in vertiginoso calo; la situazione della Treofan allarma sempre di più le sigle sindacali confederate
Gio, 20/02/2020 - 16:59

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Treofan Terni, sindacati “Situazione critica, aspettiamo tavolo al Mise”

Ordini stagnanti, stabilimenti fermi, produzione in vertiginoso calo; la situazione della Treofan allarma sempre di più le sigle sindacali confederate che indirizzano una nota al Mise e alle istituzioni regionali e locali, nella quale rappresentano una situazione definita ‘critica’ per il futuro dello stabilimento

“Dopo l’acquisizione di Treofan Italy, da parte di Jindal – si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil – ci fu la dichiarazione di chiusura di Battipaglia e la presentazione di un piano industriale triennale per Terni, composto da poche slides. Quest’ultimo prevedeva, tra l’altro, l’armonizzazione dei prodotti laccati tra gli stabilimenti del Gruppo., di questi alcuni sono stati trasferiti a Virton e Brindisi, altri sostituiti con quelli Jindal.

Il risultato ad oggi vede lo stabilimento di Terni pagare la conseguenza di queste scelte con continui fermi per mancanza ordini: Gennaio 2019 carico ordini 1000 tonnellate, Gennaio 2020 carico ordini 240 tonnellate. Oltre a non aver colmato i vuoti produttivi, sembra evidente, il disinteresse a potenziare l’unica specialties importante rimasta che è quella del tabacco”.

I dubbi sul futuro e la richiesta di intervento del Governo – “Un segnale per attestare la volontà di mantenere in vita lo stabilimentoseguitano i sindacati – sarebbe quello di trasferire gli impianti già presenti a Battipaglia su Terni e non altrove, visto che nella cessione del sito campano non è contemplata la necessità di quei particolari macchinari e visto che gli stessi impianti sono di proprietà di Treofan Italy e non di Jindal. Per quanto concerne gli organici, come detto più volte, il numero dei 151 dichiarati al MISE non si è mantenuto, in quanto l’organico non è stato reintegrato, questo ha obbligato i lavoratori ad effettuare un elevato numero di prestazioni straordinarie. I rapporti sindacali continuano ad essere inesistenti a tutti i livelli. Per attestare la volontà di rimanere a Terni, auspichiamo che l’Azienda prenda in considerazione il possibile contributo a fondo perduto che potrebbe essere messo in campo dalle Regione Umbria insieme ad altre opportunità legata alla filiera di produzione dei tabacchi”.

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