Il Trebbiano resta di Spoleto. E’ questa in estrema sintesi la posizione tenuta stamani dal sindaco Daniele Benedetti che ha incontrato in Comune l’assessore regionale Fernanda Cecchini. Il pericolo dunque, anticipato ieri da Tuttoggi.info, di veder allargata l’areale di produzione del bianco che attende la denominazione ‘doc’ dal Ministero delle Politiche Agricole sembra sventato. Di poco fa un lungo comunicato dell’ente municipale in cui si conferma che la stessa Fernanda cecchini avrebbe preso atto della posizione di Spoleto, pur riservandosi, a quanto ha potuto apprendere TO®, una settimana di tempo per alcune verifiche.
Sembra destinata a fallire l’ipotesi caldeggiata da alcuni produttori di Sagrantino che vedevano nel Trebbiano la possibilità di riconvertire i propri vigneti e uscire dalla crisi in cui annaspa il rosso di Montefalco. “C’è uno studio tecnico, elaborato sulla base di ricerche scientifiche e storiche, all’origine dell’areale individuato per la produzione del Trebbiano Spoletino” si legge nel comunicato stampa “Una zona che comprende chiaramente Spoleto, ma anche parte dei territori dei comuni di Trevi, Castel Ritaldi, Montefalco e Foligno. Un vino che, dopo anni di lavoro, di studi e di investimenti, sta per ottenere dal Ministero delle Politiche Agricole il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC)”.“Al confronto odierno – presente il sindaco Daniele Benedetti, l’assessore Cecchini e quello di Spoleto Margherita Lezi – hanno preso parte anche Giancarlo Fiorelli e Alvaro Paggi, rispettivamente perito agrario e agronomo della Comunità Montana dei Monti Martani-Serano-Subasio, Marcello Cantucci, agronomo della Cantina Sociale di Spoleto, Stefano Novelli titolare della Cantina Novelli e Presidente del Consorzio Tutela Vini Spoleto e Giacomo Ottaviani per lo Studio Sisti quale consulente del Comune di Spoleto”.
“La richiesta di allargamento dell’areale per la produzione del Trebbiano spoletino non è condivisibile – ha spiegato subito il sindaco Benedetti all’assessore Cecchini – non solo perché già in passato sia il Comune di Spoleto sia tutti i sindaci dei comuni aderenti alla Comunità Montana sotto la presidenza di Giuliano Nalli avevano condiviso e deliberato che l’areale rimanesse quello previsto dalla relazione scientifica, ma anche perché siamo in una fase molto delicata, in attesa dell’audizione del Ministero e una apertura di questo genere in corso d’opera rischierebbe di compromettere il percorso fatto fin qui”. La definizione dell’areale, è stato illustrato dai tecnici presenti, è stato il frutto di attente ricerche tecnico-scientifiche su cui il gruppo di lavoro si è confrontato in maniera chiara per lungo tempo e su cui tutti, comprese le associazioni di categoria (Confagricoltura, Coldiretti e CIA), si erano trovati d’accordo. “È necessario chiarire che l’area indicata risponde a criteri esclusivamente scientifici che hanno già ottenuto il parere favorevole del Comitato Nazionale Vini e che non hanno niente a che vedere con le esigenze di mercato. Inoltre – ha spiegato Giancarlo Fiorelli – la relazione consegnata al Ministero permette ai produttori le cui cantine si trovano in un raggio di 5 km al di fuori dell’areale e che hanno vinificato il Trebbiano prima del riconoscimento della DOC, di continuare a produrlo con il marchio IGT (Indicazione Geografica Tipica)”. Una condizione che, pur fornendo precise garanzie a quanti vinificano il Trebbiano all’interno dell’areale, non impedisce a quanti si trovano al di fuori di continuare la produzione anche se non a marchio D.O.C.. “Il nostro obiettivo – hanno quindi chiarito il sindaco Benedetti e l’assessore Lezi – è quello di fare in modo che il Ministero si pronunci nel più breve tempo possibile sulla base dei riferimenti tecnico scientifici già consegnati così da ottenere un riconoscimento che il Trebbiano spoletino assolutamente merita, sia per il valore storico, sia per la qualità del vitigno ormai ampiamente riconosciuta”. Piena disponibilità da parte dell’assessore Fernanda Cecchini: ”Farò tutto il possibile affinché l’audizione del Ministero delle Politiche Agricole si svolga in tempi brevi, assicurando il sostegno della Regione per il perseguimento dell’obiettivo: il riconoscimento della DOC al Trebbiano Spoletino”. Fin qui il comunicato stampa.
“Sono abbastanza soddisfatto – dichiara al telefono il presidente del Consorzio Tutela Vini Spoleto, Stefano Novelli – anche se non del tutto tranquillo. Attendiamo la risposta dell'assessore Cecchini, persona molto preparata e concretezza, e il rilascio del marchio doc”. Articolo precedente CLAMOROSO, ORA ANCHE IL TREBBIANO SPOLETO RISCHIA DI DIVENTARE… FOLIGNATE. IL ‘NO’ DEL CONSORZIO (Dì la tua)